WWE '12: il wrestling virtuale comincia il reboot (XBox 360, PS3, Wii)
Thq e Yuke’s, con l’edizione di quest’anno del loro simulatore di lotta, provano a fare ‘tabula rasa’ di quanto visto sin qui. Il reboot del wrestling virtuale è cominciato.
- Il reboot del wrestling virtuale è cominciato. E la strada è quella giusta
- Roster ricco, aggiornato e curato
- Offerta online solida. Tanto nell’accesso ai contenuti della community, quanto alle partite
- Sistema di combattimento più fluido, credibile e strategico
- Interessanti fasi narrative (Road to Wrestlemania e Universe)
- Il reboot è ancora da perfezionare e limare
- Qualche lacuna di troppo nel roster
- Sistema difensivo troppo impreciso
- Limiti (quantitativi) in Road to Wrestlemania e (qualitativi) in Universe
Introduzione
Da buon appassionato di Stati Uniti, non mi sono mai fatto mancare l’attenzione per il complesso mondo del wrestling. La WWE sta vivendo una fase di transizione. Anzitutto, è sotto gli occhi di tutti come, in Italia, abbia perso smalto: sono ben lontani gli anni in cui era ‘riesplosa’ la febbre da wrestling. Ma anche nelle sue ‘roccaforti’ di lingua inglese, la federazione di Stamford è in un periodo interlocutorio. Gli ultimi mesi, infatti, hanno visto crescere la delusione dei fan ‘di vecchia data’ e ‘maturi’, visto il deciso ‘orientarsi verso il pubblico più giovane’, messo in atto dalla WWE.
Sappiamo tutti che il wrestling è uno sport-spettacolo, in cui le evoluzioni sul ring hanno la stessa importanza di dialoghi e storyline condotti a margine della lotta. E allora la decisione di bandire le tematiche più mature e i match più violenti (su un ring WWE, ormai, non si può vedere più una goccia di sangue, mentre negli scorsi anni, ne scorreva a profusione), ha certamente deluso i tifosi più hardcore.
Certo, questa ‘svolta’ sarà stata effettuata a seguito di attente analisi di mercato, ma pare evidente – sia in termini di rating d’ascolti zoppicante, sia per la reazione del pubblico nelle arene – che l’universo WWE non è soddisfatto. Su tutto, colpisce la repulsione evidente per il wrestler attualmente più famoso: John Cena, infatti, è spesso associato a questa ‘svolta infantile’ del wrestling. Il rapper di Boston, nonostante la propria capacità col microfono, la dedizione allo show e una struttura fisica eccezionale, è additato come ‘l’eroe dei bambini’, che pare incarnare questa detestata ‘regressione’ della WWE.
Qualche timido segnale di revisione di questi ‘intenti fanciulleschi’, di recente, si anche è vista: con la storyline CM Punk vs Cena (maturità contro puerilità), con tanto di interventi ‘a gamba tesa’ da parte di The Rock; o con il ‘push’ dedicato a una superstar lontanissima dall’apprezzamento infantile, come Alberto Del Rio. Tentativi, si diceva. Che avevano certamente ridestato l’interesse del pubblico più ‘attempato’, ma che sono rimasti tali. Senza imprimere una vera ‘svolta’, se non altro per la loro breve durata.
E così, in questo contesto ‘polemico’, Yuke’s e Thq fanno uscire questo WWE ’12, promettendo – loro sì – una svolta radicale nella trasposizione videoludica del wrestling.
- Pag. 1: Introduzione
- Pag. 2: Dove eravamo rimasti
- Pag. 3: New world order
- Pag. 4: Time to play the game
- Pag. 5: The cerebral assassin
- Pag. 6: Conclusioni













