Uso compulsivo dei videogiochi: problema sociale e non psicologico

Uso compulsivo dei videogiochi: problema sociale e non psicologico

di Rosario Grasso, pubblicata il 26 Novembre 2008, alle 11:58

“L'uso compulsivo dei videogiochi affligge un numero sempre più alto di giovani. Secondo l'esperto Keith Bakker è un problema di tipo sociale e non psicologico.”

Il centro Smith & Jones di Amsterdam è l'unico istituto in Europa che si occupa di uso compulsivo dei videogiochi. Il centro è stato fondato ed è diretto da Keith Bakker, esperto in problematiche psicologiche dell'infanzia. Secondo Bakker, la dipendenza videoludica sarebbe un problema di tipo sociale e non psicologico.

Bakker si è occupato di centinaia di giovani dal 2006, anno in cui la clinica è stata aperta. Il direttore ha applicato dei test a un gruppo di giovani che dedicavano molto tempo ai videogiochi. I test applicati sono simili a quelli utilizzati nei casi di dipendenze da alcool o da droghe. Solamente nel 10% dei casi, Bakker ha registrato sintomi tipici dei casi di dipendenza, mentre nel 90% dei casi la dedizione eccessiva ai videogiochi non comporta sintomi simili a quelli delle dipendenze tradizionali. Bakker conclude così che l'uso compulsivo dei videogiochi non può essere trattato come una tradizionale dipendenza.

"In alcuni casi, questi ragazzi hanno sintomi simili a quelli che si registrano nel caso delle altre dipendenze", ha detto Bakker. "Ma più lavoro con questi ragazzi e meno penso che questa si possa definire come dipendenza. Quello di cui hanno bisogno i nostri pazienti è la vicinanza dei loro genitori e dei loro insegnanti, per cui penso che sia un problema di tipo sociale".

"Il problema provocato dai videogiochi è il risultato della società in cui viviamo oggi", continua Bakker. "L'ottanta per cento dei ragazzi che abbiamo avuto nella nostra clinica erano vittime di bullismo e si isolavano a scuola. Molti dei problemi che presentavano erano risolvibili con pratiche comunicative di vecchia tradizione".

Bakker ha pertanto deciso di modificare i programmi di recupero, focalizzandosi su pratiche che incrementano le abilità comunicazionali e consentono ai giovani di reinserirsi nella società.

Fonte: BBC News


Commenti (47)

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Commento # 1 di: Pat77 pubblicato il 26 Novembre 2008, 12:05
Ogni passione è compulsiva, non mi sembrano cose da curare.
Se si arriva a un livello patologico è perchè di fondo c'è una predisposizione.
Per il resto, un ottimo mofdo per farsi publiccità cavalcando quest'onda, che nella stampa non specializzata è super feconda, tanto nessuno si eleva mai a difesa, se non, che ricordi, soletta in Melog di radio 24.
Commento # 2 di: 0sc0rpi0n0 pubblicato il 26 Novembre 2008, 12:17
Dipendenza dai videogiochi = drogato .
Ma queste sono le solite affermazioni stupide che ogni tanto troviamo nei quotidiani o nei telegiornali .
Mi sembra chiaro che sono due cose completamente diverse .
Ci voleva Keith Bakker e uno studio di due anni per capirlo ?
A questo punto curiamo i videogiocatori dipendenti con il metadone e non se ne parla più ...
Commento # 3 di: daywatch85 pubblicato il 26 Novembre 2008, 12:21
In passato è capitato a me. Ho risolto quando mia madre ha smesso di lavorare 12 ore al giorno (non avevo piu mio padre) e ha cominciato a dedicarmi del tempo, invece di restare sempre solo o con gli amici. E' stata una fortuna...perchè lavorava 12 ore per riuscire a mantenere la famiglia...ma poi x fortuna non c'è stato piu bisogno.
Commento # 4 di: Sharp pubblicato il 26 Novembre 2008, 12:31
Ci vogliono hobby impegnativi e fortemente "distrattivi".
Il videogioco è per sua natura comodo, veloce e facilmente utilizzabile.
Imporre dei limiti di tempo e luogo nella fruizione, a noi stessi o ai nostri figli, è imperativo .
Commento # 5 di: SuperLD pubblicato il 26 Novembre 2008, 12:33
Dipendenza dai videogiochi = drogato .
Ma queste sono le solite affermazioni stupide che ogni tanto troviamo nei quotidiani o nei telegiornali .


Già...
Commento # 6 di: k.graphic pubblicato il 26 Novembre 2008, 12:47
Originariamente inviato da: Sharp
Ci vogliono hobby impegnativi e fortemente "distrattivi".
Il videogioco è per sua natura comodo, veloce e facilmente utilizzabile.
Imporre dei limiti di tempo e luogo nella fruizione, a noi stessi o ai nostri figli, è imperativo .


già.. di fatti ora di media un gioco che costa 50/60€ dura si e no 4/5 ore.. e parlo per esperienza personale.. non sono un giocatore incallito, ma mi piace provare i nuovi giochi soprattutto per gustarmi la grafica immersiva.. cod4, cod5 finiti in 2/3 giorni.. di media 1 ora al mattino e 1 al pomeriggio, e credo sia abbastanza poco.. crysis 4 giorni.. e c'ho giocato meno...
Commento # 7 di: aldarev pubblicato il 26 Novembre 2008, 13:06
Originariamente inviato da: Sharp
Imporre dei limiti di tempo e luogo nella fruizione, a noi stessi o ai nostri figli, è imperativo .


Come non quotare.

I bambini soprattutto sono a rischio, dato che i genitori tendono sempre più spesso a piazzarli davanti alla tv od ai videogames senza preoccuparsi. Se gli stessi genitori spesso non riescono a "controllare" loro stessi, figuriamoci cosa possono combinare con i figli
Commento # 8 di: ISAAC CLARKE pubblicato il 26 Novembre 2008, 13:21
Originariamente inviato da: k.graphic
già.. di fatti ora di media un gioco che costa 50/60€ dura si e no 4/5 ore.. e parlo per esperienza personale.. non sono un giocatore incallito, ma mi piace provare i nuovi giochi soprattutto per gustarmi la grafica immersiva.. cod4, cod5 finiti in 2/3 giorni.. di media 1 ora al mattino e 1 al pomeriggio, e credo sia abbastanza poco.. crysis 4 giorni.. e c'ho giocato meno...


cioè tu in 6 ore hai finito cod4?gustandoti la grafica? scusami e senza nulla di personale ma nn ti credo........

tornando IT penso che il discorso videogiochi e dipendenza ormai è uno dei soliti discorsi basati su dichiarazioni,notizie,opinioni pressapochiste e scontate......nn puoi pretendere che un bambino gestisca da solo quanto tempo può giocare e darsi un limite lì devono intervenire i genitori...certo se il figlio gioca nn "rompe" le scatole,se ogni tanto il genitore stesso giocasse un pò di più con il suo bimbo forse il bambino capirebbe che nn ci sono solo i videogiochi divertenti......insomma lasciate stare i videogiochi e i bambini prendetevela con i genitori!!

capisco che per 2 genitori che lavorano il tempo che avanza è poco e giustamente vorrebbero semplicemente anche solo riposare.......che posso dire....fate a meno di fare figli!o se proprio li volete fare rassegnatevi ad anni certamente da un lato di soddisfazioni ma dall'altro (e penso soprattutto)di sacrifici!!

ovviamente nn essendo genitore sto esprimendo solo una mia opinione........
Commento # 9 di: Cooperdale pubblicato il 26 Novembre 2008, 13:35
Ma se ne andassero un pò affan...
Commento # 10 di: Euripylos pubblicato il 26 Novembre 2008, 13:38
questi ''analisti'' dovrebbero capire anche che ormai siamo in un'era in cui il videogioco è abbastanza comune.

è come se andassi inel 1990 e dicessi ''guarda quel bambino, sta tutto il tempo a giocare con le figurine, DROGATO!''

ci sono alcuni casi in cui si, uno puo esagerare (vedi quelli che si buttano dai tetti che credono di volare come nei giochi)

ma per il resto sembra solo la moda dell'anno di puntare il dito contro questo argomento
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