StarCraft II: intervista esclusiva al vice presidente di Blizzard (PC, Mac)
In occasione della nostra visita agli uffici di Blizzard, a Irvine, in California, abbiamo avuto modo di intervistare Rob Pardo, vice presidente e game designer della software house americana.
Nel video che potete vedere anche in questa pagina potete vedere l'intervista a Rob Pardo che abbiamo avuto modo di realizzare in occasione della nostra visita agli uffici di Blizzard, a Irvine in California. Il video mostra anche alcuni locali dell'immensa sede del colosso dei videogiochi americano.
A Pardo abbiamo chiesto del gameplay e della storia di StarCraft, dello sviluppo del gioco, del motore grafico, della divisione in tre capitoli e del futuro di Blizzard.
English and italian transcription: click here, PDF format, 65KB.
Abbiamo descritto le caratteristiche di StarCraft II in questo articolo, nel quale abbiamo riportato le nostre sensazioni sul gioco. StarCraft II amplia il predecessore e offre maggiori possibilità strategiche, ma mantiene intatti gli elementi che hanno consentito all'RTS del 1998 di ottenere il successo su scala internazionale che oggi tutti gli riconoscono.
È un gioco di strategia che non concede sconti, e dove ogni elemento diventa fondamentale: dalla gestione delle risorse e della base allo sfruttamento totale della mappa, dalla giusta configurazione delle unità al loro potenziamento, dalle tempistiche esatte nella generazione delle code di produzione al monitoraggio dei movimenti del nemico.
Il gioco è così profondo che diventano determinanti le tempistiche, non viene perdonato alcun momento di riflessione supplementare e, ad esempio, anche impostare nella maniera sbagliata la coda di produzione, privilegiando strutture o unità che al momento non sono indispensabili, può favorire nettamente gli avversari. Ogni unità è fondamentale, e quindi perderla può rivelarsi ampiamente controproducente sull'andamento della partita. StarCraft era un gioco per hardcore gamers, e StarCraft II procede senza indugio su quella strada: gli appassionati di RTS classici per PC sono rassicurati.
Una novità su StarCraft II che è emersa negli ultimi giorni riguarda il mancato supporto al gioco in rete locale. Questa mancanza è stata confermata da diversi esponenti di Blizzard, anche dallo stesso Pardo. Sostanzialmente, si potrà giocare in multiplayer solamente tramite internet e tramite il servizio online proprietario Battle.net. Blizzard ha pensato a questa soluzione per limitare la pirateria, ma ha scatenato le proteste dei fan di StarCraft, con conseguenti petizioni, che non intendono rinunciare al gioco in LAN.
Commenti (76)
Vogliono limitare la pirateria, eh? Beh, per quanto mi riguarda questa mossa idiota gli ha già fruttato una copia venduta IN MENO.
A che diavolo mi serve Starcraft se non ci posso giocare in LAN? o.O
E loro non hanno trovato niente di meglio da fare che togliere tout court il supporto LAN. Altre soluzioni meno drastiche non erano proprio capaci di trovarle, eh?
E io per giocare a SC con il mio amico su un computer accanto al mio, devo per forza collegarmi a Battle.net. Traffico dati che parte da qui, arriva in America e ritorna qui, con latenza e tutto il resto, quando potrebbe percorrere solo pochi metri con la LAN.
Senza contare che non tutti e non sempre hanno un contratto flat, sebbene questa formula si sia diffusa molto più che qualche anno fa.No, no, questa cosa mi delude. Parecchio. Mi viene quasi da piangere. Ero persino disposto a comprarmi SC2 in tre "tronconi", uno per ogni razza... ma se non ci posso giocare in LAN che me ne faccio???
Da Bilzzard non me l'aspettavo un colpo basso così. Spero solo che siano ancora in tempo a cambiare idea.







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