| Il problema delle XBox 360 difettose sarebbe quasi del tutto arginato, ma alcuni sistemi risentirebbero ancora dei malfunzionamenti. È quanto emerge dalle dichiarazioni di Aaron Greenberg, product manager di Microsoft, rilasciate a Edge.
"Si è trattato di capire e isolare il problema, risolverlo e continuare ad evolvere la tecnologia. Il peggio è passato, ma sappiamo che ancora qualche sistema potrebbe presentare malfunzionamenti. Raggiungeremo il nostro obiettivo quando tutto sarà completamente risolto", ha detto Greenberg.
"Abbiamo migliorato le nostre procedure di riparazione. Il processo adesso è molto veloce e aggiorna le console difettose all'ultima tecnologia", aggiunge il product manager. "Ovviamente, contuiamo a evolvere l'hardware della console".
Le ultime due versioni della console, Falcon e Jasper, quest'ultima lanciata nella parte conclusiva del 2008, arginano in maniera consistente il problema dei malfunzionamenti di XBox 360. Le soluzioni Falcon e Jasper seguono il modello iniziale e il modello Zephyr, soluzione utilizzata nelle XBox 360 Elite. Il prossimo step evolutivo è, invece, definito Valhalla. Consentirà un'ulteriore riduzione dei costi di produzione grazie all'integrazione di CPU e GPU in un unico package.
Secondo voci esterne da Microsoft, non c'è un solo motivo alla base dei malfunzionamenti di XBox 360. La maggior parte delle console si danneggerebbero in seguito all'eccessivo surriscaldamento del chip grafico prodotto da Ati. Questo surriscaldamento deformerebbe alcune componenti della scheda madre della console, impedendone il corretto funzionamento. Altri malfunzionamenti riguarderebbero il sistema di raffreddamento del sistema e l'integrità di alcuni banchi di memoria.
Alcuni tecnici di Microsoft hanno in passato ammesso che erano al corrente dei problemi già nella fase di beta testing delle unità prodotte. Abbiamo riportato queste voci qui e qui. Microsoft fu costretta, nel luglio del 2007, a prolungare la garanzia di XBox 360 a tre anni con un investimento pari a un miliardo di dollari (vedi qui).
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