| L'alleanza tra produttori di PC fondata al Game Developers Conference dello scorso febbraio comincia a mostrare i muscoli. Tocca a LucasArts ricevere le prime critiche, legate alla mancata commercializzazione della versione PC di Star Wars: Il Potere della Forza.
Il produttore di LucasArts, Cameron Suey, aveva dichiarato nei giorni scorsi che questa decisione dipende dal dover adattare il software a una moltitudine di configurazioni hardware differenti. Ecco come risponde Randy Stude, presidente di PC Gaming Alliance, in un'intervista rilasciata a Videogamer.com: "Quello di Suey è un intervento ineducato. Negli ultimi anni sono stati venduti oltre 100 milioni di PC con una configurazione migliore di quella di XBox 360. È ridicolo dire che non ci sono abbastanza possibili giocatori su PC".
"LucasArts non produce un buon gioco per PC da moltissimo tempo", continua Stude. "Fanno giochi carini per Wii, ma l'ultimo gioco per PC di spessore probabilmente è stato Jedi Knight 2. Non creano più prodotti interni significativi, ma si affidano esclusivamente alle proprietà intellettuali che derivano dal brand Lucasfilm".
PC Gaming Alliance è il nuovo consorzio che si incarica di promuovere lo sviluppo e gli investimenti all'interno del mondo PC, sempre più in difficoltà nei confronti dell'arrembante avanzata delle console di nuova generazione. Le società coinvolte in PC Gaming Alliance sono Activision, Microsoft, Acer/Gateway, Dell/Alienware, Intel, AMD/ATI, NVIDIA, Razer ed Epic Games.
Star Wars: Il Potere della Forza, d'altronde, è uno dei maggiori successi commerciali della seconda parte del 2008. Nella prima settimana di commercializzazione, infatti, sono state vendute oltre 1,5 milioni di copie del gioco. Il Potere della Forza (The Force Unleashed) è disponibile nei formati XBox 360, PlayStation 3, Wii, PlayStation2, PSP e DS.
Stude, in un'altra intervista (Gamasutra) ha analizzato anche il fenomeno pirateria nel mondo PC. "L'anno prossimo pubblicheremo un report che renda bene l'idea dell'impatto della pirateria sull'industria. Inoltre, stiamo pensando a nuove soluzioni per arginare il problema: ad esempio si potrebbe moltiplicare per sei la pubblicità in-game nei giochi piratati, il che consentirebbe anche ai produttori di avvantaggiarsi dei frutti delle pirateria". |