| Secondo quanto riportato da Bloomberg, Sony ha venduto complessivamente 5 milioni di PSP in Giappone. Nintendo, invece, fa registrare vendite più consistenti: con 14,4 milioni di DS venduti dal momento dell'ingresso sul mercato della console portatile. Le cifre si riferiscono al mese di gennaio 2007 nel caso di PSP e di dicembre 2006 nel caso di DS.
Pertanto, Nintendo DS è stato venduto quasi tre volte in più rispetto alla concorrente Sony PSP. Entrambe le console sono state immesse sul mercato giapponese nel dicembre del 2004. I dati che stiamo riportando sono stati comunicati a Bloomberg da Satoshi Fukuoka, portavove di Sony Computer Entertainment, e confermati dalla testata commerciale Nikkei Keizai Shimbun.
Howard Stringer, Chief Executive Officer di Sony, sostiene che c'è un calo di profitti per la sua compagnia a causa dei costi di produzione di PlayStation 3 e delle deludenti vendite di PSP. Sony sta perdendo quote di mercato per via dell'offerta migliore di Nintendo in ragione della presenza su DS dello schermo touch-screen e dell'immediatezza dei giochi.
Nei giorni scorsi, Ray Maguire, managing director di SCE UK, confermava che Sony sta pensando ad una versione rivista di PSP, con dimensioni ridotte e schermo più luminoso. Sony ha, comunque, preso una posizione ufficiale in proposito, sostenendo che al momento non vi sono piani per immettere sul mercato una nuova versione di PSP.
L'articolo su Bloomberg riporta anche i dati sulla vendita di Sony PlayStation 3 e di Nintendo Wii, sempre in Giappone. Questi ultimi provengono da Enterbrain Inc., società esperta in ricerche di mercato. Fino al 25 febbraio, Nintendo aveva venduto nel territorio 1,69 milioni di unità, mentre Sony si arrestava 700.747 unità. In questo caso, il successo di Nintendo dipende dal prezzo competitivo con il quale viene commercializzato Wii in questa regione e dalle novità sul piano del gamepaly concesse dal Wii remote.
Sony, inoltre, incrementa le previsioni di perdita per l'anno fiscale che termina il 31 marzo. Se nello scorso ottobre si prevedevano perdite per 200 miliardi di yen, ovvero 1,29 miliardi di euro, adesso la cifra potrebbe toccare i 250 miliardi di yen, 1,61 miliardi di euro. |