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Microsoft pensa ad implementare Folding@Home su XBox 360
Rosario Grasso - 10/05/2007, 13:54
“Peter Moore ha lasciato intendere che Microsoft potrebbe implementare un clienti Folding@Home su XBox 360, perseguendo la strada già intrapresa da Sony con PlayStation 3.”
 
Pochi giorni fa, l'Università di Stanford, responsabile del progetto Folding@Home, faceva sapere che un contributo sostanziale alla ricerca viene attualmente dato dai possessori di PlayStation 3. La ricerca eseguita dall'Università di Stanford, infatti, adesso ottiene una potenza di elaborazione pari a 700 teraflops in qualsiasi momento, 400 dei quali sono forniti dalle console prodotte da Sony.

Al di là dell'aspetto puramente propagandistico di questa faccenda, bisogna sottolineare il comunque notevole apporto che l'iniziativa sta dando alla ricerca. Microsoft non si lascerà certamente scappare un'occasione simile e, di fatto, le dichiarazioni di Peter Moore anticipano i piani del colosso di Redmond.

Moore, Microsoft Entertainment Business Corporate VP, ha infatti dichiarato sul blog del San Mercury News: "se si considera che disponiamo di un maggior numero di utenti della nostra console rispetto a Sony, e che abbiamo un processore in grado di fornire la medesima potenza di calcolo di quello di PlayStation 3, è ovvio che siamo interessati alla cosa. Se si può aiutare a risolvere un problema medico come quello di cui si occupa Folding@Home non bisogna tirarsi indietro".

La CPU di XBox 360, denominata "Xenon, si costituisce di tre core indipendenti, in-order, e capaci di eseguire due thread simultaneamente. Il processore è fornito da IBM: si tratta precisamente di una CPU PowerPC operante alla frequenza di 3,2 Ghz. Dispone di 1 MB di cache L2.

Sempre riferendoci alla stessa intervista, bisogna evidenziare una risposta di Peter Moore ad una domanda fatta da uno dei lettori. Il lettore sostiene di essere incappato in due XBox 360 difettose in soli sette mesi e ritiene che il numero di console difettose sia molto più alto, almeno di 2 o 3 volte, rispetto a quello indicato da Microsoft (3-5%).

Ecco la risposta di Moore: "non posso commentare sul numero di console difettose, perché è un numero che cambia continuamente. I consumatori dovrebbero guardare piuttosto a come abbiamo affrontato il problema. Le cose si rompono, e se noi abbiamo affrontato e risolto il problema posto dal consumatore, evidentemente vuol dire che siamo concentrati su di esso. Non posso commentare sul numero di console difettose in generale perché consegnamo la console in 36 nazioni e perché è un business complesso".