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La risposta di Lik-Sang a Sony
Rosario Grasso - 27/10/2006, 09:51
“Continua la diatriba tra il rivenditore online Lik-Sang e il colosso nipponico. ”
 
Come abbiamo riportato nei giorni scorsi, Sony ha citato il rivenditore online con sede a Hong Kong per il commercio non autorizzato di PSP tra l'Asia e l'Europa. Secondo alcune fonti, l'azione legale intentata dal colosso nipponico avrebbe costretto Lik-Sang alla chiusura del sito tramite il quale veniva venduto l'hardware e provocato la conseguente cessazione dell'attività commerciale.

Arriva la risposta dello stesso rivenditore alle accuse mediatiche fatte da Sony. Una di queste riguardava lo scarso interesse che i membri di Lik-Sang avrebbero dimostrato in merito alla difesa della propria causa. A tal proposito il manager del settore marketing di Lik-Sang Pascal Clarysse ha dichiarato che la sua società "ha speso più di un anno per contestare vigorosamente la deroga alla giurisdizione britannica". Ricordiamo, infatti, che Sony ha ottenuto un giudizio nell'Alta Corte di Londra piuttosto che in quella di Hong Kong.

Clarysse interviene anche su un'altra questione spinosa: infatti, alcuni membri di Sony hanno in passato acquistato del materiale da Lik-Sang per "scopi investigativi", secondo quanto comunicato dalla stessa Sony. Ecco cosa ha dichiarato su questo tema Clarysse: "Sony ha rivelato alle corti di Londra e di Hong Kong di aver fatto degli ordini a scopo investigativo molto più tardi rispetto al momento in cui gli ordini sono stati effettivamente eseguiti". Secondo l'esponente di Lik-Sang gli ordini sono stati eseguiti già nel dicembre del 2004.

"Inoltre, un legale di Sony ha testimoniato all'Alta Corte di Londra che Sony Europe è venuta a conoscenza delle PSP importate nel Regno Unito e in Europa solo nel marzo del 2005". L'accalorato appello di Clarysse prosegue con queste parole: "Sfortunatamente per Lik-Sang non si tratta di uno scherzo o di un gioco: molte persone, incluse due donne incinte, hanno perso il fondamento della propria esistenza a causa di un'azione legale basata su un qualcosa che non solo è legale in Hong Kong, ma che è considerato benefico per gli acquirenti".

Sony ha declinato di rilasciare ulteriori commenti.