| In seguito all'annuncio della data di rilascio dell'action/RPG attualmente in fase di sviluppo presso Flagship Studios sotto la speciale supervisione di Bill Roper, emergono nuove informazioni sulla componente multiplayer di Hellgate: London. Sostanzialmente non si tratta di una semplice modalità di corredo, in quanto presenta le medesime caratteristiche dei tradizionali MMO. E' quanto ha rivelato lo stesso Bill Roper in un'intervista rilasciata a Shacknews.
Giocare in multiplayer richiederà, pertanto, la sottoscrizione di un abbonamento. Sarà possibile formare gilde, mentre il gioco sarà costantemente aggiornato tramite il rilascio di contenuti aggiuntivi. Hellgate: London offrirà altresì un supporto completo per la comunicazione tra giocatori e un gameplay basato sull'organizzazione e la messa in pratica dei raid.

La componente multiplayer di Hellgate: London rimarrà fortemente incentrata sul PvE, mentre il PvP, perlomeno nella fase iniziale del lancio del gioco, sarà proposto in una forma ridimensionata rispetto ad altri giochi con caratteristiche simili. Una carattaristica interessante riguarda il poter affrontare in multiplayer i livelli di gioco della campagna single player, un po' come succedeva nei due Diablo.
Sarà riproposto lo stesso meccanismo di generazione casuale delle mappe che Hellgate: London vanta in single player. Inoltre, in multiplayer il gameplay comprenderà nuovi meccanismi di gioco e contenuti esclusivi.

Flagship Studios non ha fornito al momento dettagli sui costi del servizio, ma Roper ha precisato che ci sarà l'opportunità di giocare gratuitamente per colo che danno una mano senza impegno nella fase di beta test. Quest'ultimo, inoltre, sarà lanciato prima del rilascio di Hellgate: London.
Roper ha altresì affermato che l'impostazione da MMO per Hellgate: London è stata pensata sin dal primo giorno di programmazione. "Io penso che come Diablo I e II hanno dato avvio a questo religioso dibattito su cosa è RPG e cosa non lo è, Hellgate: London accenderà il dibattito su cosa è un MMO e cosa non lo è", conclude Roper. |