Per gestire un proprio server dedicato per Battlefield Bad Company 2 bisognerà affittare uno degli host autorizzati da DICE. Lo rivela lo sviluppatore svedese, attraverso il game producer Gordon Van Dyke, in un'intervista concessa a Eurogamer. La decisione è stata presa per contenere il proliferarsi di server su cui DICE non avrebbe avuto controllo diretto, e dunque per evitare il diffondersi di server piratati.
Per il giocatore medio non cambia nulla, semplicemente non potrà installare sul proprio PC i file per creare il server dedicato, operazione che comunque difficilmente viene fatta su un PC domestico. Per creare un server dedicato dovrà, quindi, affittarlo scegliendo fra gli host della lista di server autorizzati da DICE. Lo sviluppatore svedese ottiene maggiore controllo sui server, ma non avrà alcun guadagno aggiuntivo per effetto di questa decisione.
"DICE non avrà un profitto", afferma Van Dyke. "Vedremo come si evolveranno le cose dopo il lancio e in base a questi dati prenderemo delle decisioni". La lista degli host autorizzati è già pronta e coprirà tutte le parti del mondo a detta di Van Dyke.
Si tratta comunque di un cambiamento rispetto ai precedenti giochi di DICE come Battlefield 2 e Battlefield 2142, per i quali era sempre possibile creare un server dedicato. Ovviamente, non ci troviamo nella stessa situazione di Modern Warfare 2, in cui è possibile giocare solo attraverso peer to peer, e quindi solo attraverso connessione diretta tra i giocatori.
Il 25 gennaio terminerà per la stampa un embargo con nuove notizie su Battlefield Bad Company 2, riguardanti finalmente il single player. Come precedentemente annunciato, il beta test chiuso su PC inizierà il 28 gennaio e terminerà il 25 febbraio. La versione definitiva del gioco, prevista anche nei formati XBox 360 e PlayStation 3, arriverà il 5 marzo. Altri dettagli si trovano qui e qui. |