L'Antitrust italiana contro Google, Apple, Amazon per 'pratiche commerciali scorrette'

L'Antitrust italiana contro Google, Apple, Amazon per 'pratiche commerciali scorrette'

di Nino Grasso, pubblicata il

“L'Antitrust italiana ha avviato un'istruttoria contro Google, iTunes di Apple, Amazon e Gameloft per verificare la liceità di alcuni modelli utilizzati sugli store virtuali di applicazioni”

Google, Apple, Amazon e Gameloft sono le quattro compagnie nel mirino dell'Antitrust italiana, che ha avviato un'istruttoria per meglio definire se i modelli di vendita utilizzati negli store virtuali e nelle applicazioni sviluppate siano conformi alle normative vigenti nel Bel paese. Nello specifico, viene affrontato il tema delle applicazioni "freemium".

App Store, iPad

Si tratta di una pratica ormai estremamente diffusa sugli store di applicazioni, che ha consentito agli sviluppatori proventi sensibilmente superiori rispetto al passato. Tali app vengono pubblicizzate spesso come gratuite, fa sapere l'Antitrust in una nota, per poi celare al proprio interno i cosiddetti acquisti in-app, ovvero la possibilità di acquistare servizi aggiuntivi per quanto riguarda applicativi, o bonus e agevolazioni nel gameplay dei videogiochi.

Di recente le società si sono adoperate per inserire icone o segnalazioni negli store con l'obiettivo di indicare all'acquirente la presenza di acquisti in-app nel software. Ma per l'autorità italiana non sembra bastare.

"L’Autorità ha deciso di avviare un’istruttoria nei confronti di due società del gruppo Google, di Itunes, la filiale di Apple che gestisce gli iTunes store in Europa, di Amazon e Gameloft, società che sviluppa e pubblica videogiochi scaricabili da Internet, in merito alle app che appaiono gratuite ai consumatori e che invece richiedono acquisti successivi per poter continuare a giocare", si legge sul sito dell'AGCM.

"Il procedimento dovrà verificare se questi comportamenti costituiscano pratiche commerciali scorrette: i consumatori potrebbero essere indotti a ritenere, contrariamente al vero, che il gioco sia del tutto gratuito e, comunque, non sarebbero messi in grado di conoscere preventivamente gli effettivi costi dello stesso. Sussisterebbero, inoltre, carenze informative circa gli strumenti per escludere o limitare la possibilità di acquisti all’interno dell’App e le relative modalità di attivazione".

L'avvio dell'indagine nei confronti dei colossi del settore mobile segue di qualche settimana un'iniziativa simile della Commissione Europea, in cui si indaga la presenza sugli store virtuali di giochi gratuiti, in cui in realtà è necessario pagare per andare avanti. Secondo la Commissione, più della metà dei giochi mobile disponibili nell'Unione Europea son pubblicizzati come gratuiti e gli acquirenti, soprattutto bambini, non sono sempre consapevoli dei potenziali costi per il proseguimento del gameplay.

In questa pagina è possibile scaricare il file PDF relativo all'indagine avviata dall'AGCM.


Commenti (16)

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Commento # 1 di: Marcus Scaurus pubblicato il 19 Maggio 2014, 10:34
Canale videogiochi? Davvero????
Commento # 2 di: TigerTank pubblicato il 19 Maggio 2014, 11:50
Beh..che dire? Complimenti per la rapidità con la quale si sono accorti di un fenomeno ormai "in voga" da tantissimo tempo...
Cmq direi che bisognerebbe fare un distinguo tra quelle app truffaldine che si pongono come gratuite per poi chiedere obbligatoriamente soldi per continuare da quelle davvero gratuite e dotate di contenuti bonus a pagamento.
Ad esempio in Candy Crush Saga, uno dei titoli secondo me più noti e diffusi a livello mobile, ci sono contenuti a pagamento ad esempio per acquistare ulteriori mosse in un partita o dei "poteri speciali"....ma perlomeno tutte cose facoltative e lo si può giocare comunque senza spendere 1 centesimo.
Commento # 3 di: Zifnab pubblicato il 19 Maggio 2014, 12:43
Sentire parlare di indagine italiana su attività commerciali scorrette mi fa piegare dal ridere... in questo Paese tutte le aziende fanno cartello, e dove non c'è il cartello ci pensano le leggi ad ammazzare la concorrenza (basta vedere il famoso sconto massimo del 15% applicato sui libri con la scusa di tutelare i piccoli negozianti!!!!!!!!!!!)
Commento # 4 di: ndrmcchtt491 pubblicato il 19 Maggio 2014, 12:52
bel paese di merda dove sul tuo stipendio oltre del 50% son tasse ma vaffanculo
Commento # 5 di: qboy pubblicato il 19 Maggio 2014, 13:17
si si peccato che questa cosa è partita perchè mi pare un nome grosso abbia fatto denuncia.

per il resto l'antitrust italiano dovrebbe andare a zappare che forse fanno meglio quello che non controllare. dov'è l'antitrust quando telecom ti da solo l'adsl senza linea e tu continui a pagare per 2 anni entrambe le cose? dov'è l'antitrust quando gli sms hanno la stessa tariffa da 20anni? maddai sti polli fanno ridere
Commento # 6 di: KatayamaUkyo pubblicato il 19 Maggio 2014, 14:33
Originariamente inviato da: Zifnab
Sentire parlare di indagine italiana su attività commerciali scorrette mi fa piegare dal ridere... in questo Paese tutte le aziende fanno cartello, e dove non c'è il cartello ci pensano le leggi ad ammazzare la concorrenza (basta vedere il famoso sconto massimo del 15% applicato sui libri con la scusa di tutelare i piccoli negozianti!!!!!!!!!!!)


ma menomale che c'è il limite al 15% per gli sconti su i libri!
il problema del editoria non è certo quello,anzi in molti si augurano la rimozione degli sconti stessi.

in Italia la concorrenza è più tutelata di molti altri paesi,per me il problema non sono nemmeno le app freemium ma gli store stessi.
un abominio per la libertà di mercato,dovrebbero essere costretti a lasciare la scelta all'acquirente su che store comprare.
Commento # 7 di: Zifnab pubblicato il 19 Maggio 2014, 15:16
Originariamente inviato da: KatayamaUkyo
ma menomale che c'è il limite al 15% per gli sconti su i libri!
il problema del editoria non è certo quello,anzi in molti si augurano la rimozione degli sconti stessi.

in Italia la concorrenza è più tutelata di molti altri paesi,per me il problema non sono nemmeno le app freemium ma gli store stessi.
un abominio per la libertà di mercato,dovrebbero essere costretti a lasciare la scelta all'acquirente su che store comprare.


può non essere un problema per chi compra pochissimi libri l'anno. Per me ne compro parecchi un problema la rimozione degli sconti lo sarebbe (vero che forse io rappresento una eccezione in Italia )
Commento # 8 di: qboy pubblicato il 19 Maggio 2014, 16:55
Originariamente inviato da: KatayamaUkyo
ma menomale che c'è il limite al 15% per gli sconti su i libri!
il problema del editoria non è certo quello,anzi in molti si augurano la rimozione degli sconti stessi.

in Italia la concorrenza è più tutelata di molti altri paesi,per me il problema non sono nemmeno le app freemium ma gli store stessi.
un abominio per la libertà di mercato,dovrebbero essere costretti a lasciare la scelta all'acquirente su che store comprare.


e perchè dovrebbero?
Commento # 9 di: KatayamaUkyo pubblicato il 19 Maggio 2014, 22:40
Originariamente inviato da: Zifnab
può non essere un problema per chi compra pochissimi libri l'anno. Per me ne compro parecchi un problema la rimozione degli sconti lo sarebbe (vero che forse io rappresento una eccezione in Italia )


perché gli sconti sui libri uccidono il mercato dei piccoli editori che non possono abbassare i prezzi di produzione,uccidono gli scrittori emergenti che finiscono in vetrina nascosti da decine di volumi con sconti vergognosi e uccidono le piccole librerie che non possono vendere libri sottocosto.
trasformare le librerie in supermercati dove si vendono migliaia di copie di libri di cucina o autobiografie di calciatori con lo sconto al 50% è il sogno dei distributori ma sarebbe la morte dell'editoria.
mi fa piacere che compri molti libri,pensa un po che oltre a comprarne e leggerne molti io li vendo pure
se uno vuole risparmiare prende l'edizione meno pregiata,cambia la carta e la rilegatura ma il contenuto è identico.

Originariamente inviato da: qboy
e perchè dovrebbero?


quando compri una macchina ti costringono a fare benzina solo dal benzinaio affiliato con il venditore?
Commento # 10 di: qboy pubblicato il 19 Maggio 2014, 23:15
Originariamente inviato da: KatayamaUkyo
quando compri una macchina ti costringono a fare benzina solo dal benzinaio affiliato con il venditore?


mi sa che non è l'esempio più azzeccato
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