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Pagina 1 - Helghan Helghan (Voce tratta da Wikipedia. Edizione 2355) Helghan (Capitale Pyrrhus) è un pianeta minerario, ex colonia della UCN (United Colonial Nation, l’organismo federativo che raggruppa le colonie terrestri). Ambiente
Storia
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Pyrrhus
Aggiornamento
Pagina 2 - Gameplay Shooter in soggettiva dal percorso lineare, Killzone 2 è caratterizzato da lunghi scontri in ‘arene’ circoscritte, piuttosto che da un costante percorso d’avanzamento. Questo –vista la perizia con cui è realizzato- contribuisce a dare quella credibilità di guerra che caratterizza l’intero titolo. A tratti, infatti, il gameplay di Killzone 2 acquisisce più credibilità di titoli esplicitamente ‘tattici’, come quelli delle saghe di Tom Clancy.
L’innovazione principale che Killzone 2 vantava era quella di aver creato un sistema di appoggio alle coperture protettive senza uscire dalla visuale in prima persona. Ora, questa ‘rivoluzione’ è solo parziale, perché il sistema funziona con intensità variabile. Il più delle volte la copertura non pregiudica la possibilità di guardare oltre all’ostacolo, anche senza esporsi. Inoltre, essendo il tasto deputato alla copertura lo stesso con cui ci si accovaccia, capiterà di bloccarsi dietro le protezioni anche in frangenti in cui si voleva solo sgattaiolare furtivi. La difficoltà –a livello massimo- sublima la sfida di Killzone: il gioco è pensato per essere sofferto. Giocarlo a livello massimo restituisce soddisfazioni forti, ogni volta che il manipolo di Helghast che ci sbarra la strada cadrà al suolo inanimato. In mezzo (è proprio il caso di dirlo, visto l’insistenza sul concetto di immersione nel gioco) a tutti questi elementi convincenti, un grande freno al godimento totale dell’esperienza di Killzone 2 c’è. Ed è il sistema di controllo. Non esiste, anzitutto, una configurazione davvero funzionale. Quella originale propone, per attivare la mira, la pressione di R3. La mira, ovviamente, rimane costantemente attiva fino ad una seconda pressione di R3. Un sistema anacronistico e scomodo. E, pur smanettando tra tutti le possibilità offerte dai programmatori, non si trova una soluzione davvero precisa e agile. Altro brutto colpo è quello assestato dalla scarsa precisione del sistema di mira. Il sottoscritto non ha mai armeggiato con la sensibilità dell’asse X e Y in nessuno degli shooter a cui ha giocato, ma con Killzone 2 non ha potuto evitarlo. Forse si tratta di un concorso di colpa tra la levetta analogica (troppo grossa!) del pad di PS3 e l’eccessivo nervosismo impresso dai programmatori ai movimenti di visuale, ma sta di fatto che mirare, in Killzone 2, è davvero molto difficile. A tratti snervante. Intelligente, invece, l’implementazione del sensore del movimento del Sixaxis, utile per girare valvole e –soprattutto- per dare stabilità al fucile da cecchino, quando si prende la mira. Da ultimo, un appunto anche alla ‘telecamera’: in generale sembra che il campo visivo sia eccessivamente stretto. Non di rado, infatti, sarà complicato percepire con completezza quello che ci sta accadendo in torno. Pagina 3 - Immaginari, guerra e armi Immaginari
Il background costruito attorno alla saga di Guerrilla è tra i più convincenti che la recente storia degli shooter possa vantare. La coerenza e l’impatto visivo dell’universo creato dal team olandese costituiscono una base solidissima su cui si va ad innestare il gioco. Con un immaginario così credibile (decisamente superiore a quello che sta dietro a Gears of War e, anche se maggiormente lineare, paragonabile a quello di Halo) con cui rapportarsi, il giocatore è davvero invogliato a calarsi nei panni dei difensori di Vekta (prima) ed aggressori di Helghan (poi). In poche altre occasioni il conflitto a cui prenderemo parte sembrerà credibile e, in un certo senso, doveroso. Per entrambe le parti in lotta. L’universo di Guerrilla trasmette sensazioni forti, veicolate immancabilmente dal simbolismo ‘ad occhi rossi’ degli Helghast: un’icona azzeccatissima. Guerra
Armi
Pagina 4 - Multiplayer La componente multiplayer di Killzone 2 è stata chiamata Warzone ed è sviluppata internamente da Guerrilla Games. Il gameplay di questa modalità è basata sulle classi, e ogni giocatore deve dare il suo apporto in base alle caratteristiche della classe a cui appartiene. In totale ci sono sette classi, ognuna caratterizzata da specifiche abilità. Nel momento della morte è possibile cambiare alcune delle abilità.
Si può giocare sia tra le forze degli Helghast che in quelle dell'ISA. Non ci sono differenze nel gameplay tra una fazione e l'altra, ma visivamente sono connotate in due maniere diverse. Ognuno dei personaggi può accumulare esperienza uccidendo gli altri personaggi o portando a compimento gli obiettivi. I livelli di esperienza avanzati consentono di sbloccare nuove armi, nuove abilità e nuove classi. Ognuna delle classi, inoltre, è dotata di un'abilità di base fissa che non può essere cambiata, mentre la seconda abilità può essere scelta a piacimento in modo da personalizzare la propria classe. Ci sono cinque modalità di gioco in multiplayer: Assassination, Search & Retrieve, Search & Destroy, Bodycount e Capture & Hold. In ogni server di gioco possono esserci al massimo 32 giocatori, divisi in squadre di quattro. Due squadre possono fondersi e creare una fazione di otto membri. Killzone 2 mette a disposizione dei giocatori un clan system che consente a clan di 64 giocatori di competere per i "Valor Points", che possono essere spesi nei tornei tra clan. Nella versione di base di Killzone 2 non ci sono i veicoli, i quali saranno aggiunti con un pacchetto di espansione in un secondo momento. Pagina 5 - Grafica e sonoro Il mondo di Killzone 2 è assolutamente strabiliante, dotato di un impatto visivo potentitissimo. I personaggi si muovono con coerenza e con animazioni ricche e fluide. Armi e divise sono davvero particolareggiatissime (basta osservare il proprio fucile, quando lo si ricarica), così come i cupi scenari dove si agisce che, non di rado, spingono a soffermarsi per osservare il panorama.
Menzione a parte merita il realismo con cui si muovono i soldati nemici, cosi come sono da sottolineare le animazioni degli stessi quando si accasciano, crivellati dai colpi. C’è sempre la sensazione di essere nel cuore di un’azione vera, pulsante: calcinacci che saltano dai muri, bossoli che ci attorniano, soldati che corrono in cerca di protezione. Il campo di battaglia è vivo, sempre. E poi ci sono vento e polvere. Protagonisti assoluti dell’ecosistema di Helghan, vento e polvere ‘sporcheranno’ costantemente le nostre tute. Avvertiremo quasi la necessità di umettarci le labbra, ormai secche, così sovraesposte al clima ostile di Helghan. Killzone 2 gira su PlayStation 3 alla risoluzione di 720p. Il frame rate è stabile, il che contribuisce a rendere l’esperienza di gioco fluida e ampiamente godibile. L’unica perplessità potrebbe essere data da alcune texture, abbastanza “pixellose” se ci si avvicina molto. Il motore grafico di Killzone 2 supporta l'antialias multisampling MSAA Quincunx. Il processore Cell è, inoltre, in grado di gestire, attraverso processi paralleli, la geometria dei mondi di gioco e le illuminazioni indirette. Secondo dati forniti da Guerrilla, alcuni mostri di Killzone 2 si compongono da un numero maggiore di poligoni di quelli impiegati in un intero livello del primo Killzone. Guerrilla ha presentato per la prima volta il suo sparatutto in prima persona all’E3 del 2005, ma poi ha impiegato altri 4 anni per portare a compimento lo sviluppo del gioco. Killzone 2 è la più costosa produzione legata all’industria dell’intrattenimento della storia dell’Olanda. A sublimare il coinvolgimento c’è il comparto audio: se le musiche, per quanto pertinenti all’azione, si scordano facilmente, così non è per gli effetti sonori. Precisi quelli delle armi, convincenti quelli degli oggetti che si frantumano e buone le esplosioni. Non male anche il vociare del campo di battaglia che, per quanto non ricchissimo di frasi, restituisce una buona idea di concitazione. Pagina 6 - Conclusioni Killzone 2 appare come un grandissimo shooter. Non rivoluzionario, ma convincente in ogni scopo che si prefigge: dall’immersione del giocatore al realismo del conflitto. Mette anche –e finalmente- in mostra i muscoli di PS3, sfoderando un comparto visivo, nel complesso, di sicuro impatto. Da giocare e ‘soffrire’ è davvero soddisfacente, a patto di smanettare con le opzioni di configurazione del sistema di controllo. Dovendo, comunque, accettare compromessi non proprio leggeri.
Se lo sbarco dei vektiani su Helghast sia il primo passo per una riscossa di PS3, lo dirà solo il tempo. Quello che pare certo è che Killzone 2 si pone ai primi, anzi primissimi posti della classifica degli shooter di nuova generazione. Soprattutto per le sensazioni forti che sa regalare. |
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