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Pagina 1 - Introduzione Nel primo anno di esistenza della sezione videogiochi di Hardware Upgrade non ci siamo occupati di recensioni, quindi non abbiamo espresso, se non in qualche caso sporadico, delle vere e proprie valutazioni. Ci riserviamo di aggiornare il nostro approccio in merito in un secondo momento, ma non potevamo privare i nostri lettori di un articolo da una parte riassuntivo dall'altra analitico e valutativo come quello che vi stiamo per proporre.
Decidere quali sono i dieci videogiochi qualitativamente migliori dell'anno è un qualcosa di irrealizzabile su basi puramente oggettive. E', dunque, ovvio che, come tutti gli articoli, anche quello che state per leggere è frutto di giudizi e di un parere squisitamente soggettivo. Magari ogni lettore di Hardware Upgrade, così come ogni giocatore, ha una personale Top 10 dei giochi pubblicati nel 2006, per cui la classifica che vi proponiamo è da considerarsi con valore senz'altro orientativo. Il 2006 è stato un anno avaro di giochi memorabili, di quei titoli che ti ricordi per tutta la vita, che hanno sconvolto il tuo modo di intendere i videogiochi. Dei 10 prodotti che fra un attimo elencheremo, probabilmente solamente i primi quattro o cinque possono avvalersi di tale definizione, per il resto si tratta di prodotti sì buoni, ma certamente non di grandi capolavori. E' un anno di transizione come lo sono tutti gli anni in cui viene lanciata una tecnologia seriamente innovatrice, e nel mondo dei videogiochi questo coincide con l'immissione sul mercato delle console di nuova generazione. Ciò ha compromesso, primariamente, la quantità e la qualità dei videogiochi per PC, per via del fatto che la stragrande maggioranza delle software house si è concentrata, produttivamente e soprattutto economicamente, sulle console di nuova generazione. Se produttori come Electronic Arts, Activision e Ubisoft hanno deciso di buttarsi a capofitto su Nintendo Wii (il line-up delle piattaforme Nintendo è solitamente composto quasi esclusivamente da titoli prodotti dalla stessa Nintendo) è evidente che lo spazio per titoli PC di un certo livello risulta molto limitato. D'altra parte, i problemi di gioventù delle console di nuova generazione sono ben visibili nei limiti qualitativi dei videogiochi che costituiscono il cosiddetto line-up di lancio. Nel caso di XBox 360 si è dovuto attendere qualche mese per avere dei prodotti che potessero ambire a far parte di una classifica con questi connotati. Stesso discorso va fatto per Nintendo Wii, i cui giochi di lancio, tranne che per un lampante caso, hanno sommariamente deluso le aspettative. Un 2006, dunque, di transizione, ma contemporaneamente importante per l'evoluzione tecnologica. Al di là dei nuovi sistemi di interfacciamento, entro i quali il Wii remote è ovviamente re incontrastato, bisogna registrare il debutto di motori grafici ampiamente competitivi, l'Unreal Engine 3.0 è il classico esempio, e che saranno intensivamente sfruttati anche nei prossimi anni. Aggiungiamo prodotti con strutture di gioco open-ended, impensabili a questo livello grafico e strutturale fino a pochi mesi fa. Ristagnano un po' invece i settori dell'intelligenza artificiale e del gioco online, i quali avevano raggiunto i loro vertici massimi nel 2005 con prodotti, tanto per citarne due, del calibro di F.E.A.R. e World of Warcraft. Concludiamo questa prima sezione dell'articolo puntualizzando alcuni elementi metodologici. I giochi che abbiamo vagliato per la classifica appartengono alle piattaforme di nuova generazione e al PC, con riferimento esplicito a quanto pubblicato nel corso dell'anno 2006 in Italia. Non ne fanno, dunque, parte PlayStation 3 e i suoi giochi e non ne fanno parte le console di vecchia generazione e le console portatili. Le piattaforme esaminate, quindi, sono PC, XBox 360 e Wii. Cominceremo con la decima posizione, per procedere progressivamente verso il primo posto. Pagina 2 - 10a posizione CALL OF DUTY 3
Produttore: Activision Sviluppatore: Treyarch Distributore: Activision Piattaforme: XBox 360, Wii Meglio su: XBox 360 Rilascio: novembre Infinity Ward è al lavoro sul nuovo Call of Duty ad ambientazione moderna e soprattutto su una nuova tecnologia grafica, per cui Call of Duty 3 è affidato a Treyarch, sviluppatore che già aveva curato Call of Duty 2: Big Red One. Qualitativamente il progetto non ne risente, ricalcando da vicino la struttura di gioco, la grafica e l'ambientazione degli illustri predecessori. Le novità, tuttavia, si riconoscono in maniera evidente, visto che adesso ci sono sezioni in cui dovremo guidare e altre in cui saremo chiamati a lottare in furiosi combattimenti corpo a corpo. Si impersonano quattro personaggi differenti con l'andare avanti nel gioco. Inoltre, rispetto ai predecessori, il motore grafico riesce a gestire un numero di poligoni più elevato, ricreando spettacolari sequenze con decine e decine di soldati, carro armati, ambientazioni fatiscenti per via delle bombe e altro ancora. Quel che più importa è tuttavia il mantenimento di quell'immediatezza e di quell'intensità che hanno sempre contraddistinto una serie che occupa ormai il posto di riferimento in fatto di simulazioni di guerra. Non si può parlare di Call of Duty senza parlare di multiplayer. Tramite XBox Live si può, infatti, giocare fino in 24 contemporaneamente, mentre con il predecessore non era possibile giocare in più di 8. Inoltre, si può giocare fino in quattro sulla stessa XBox 360. Nove mappe multiplayer rendono questa modalità estremamente variegata, inoltre nuovi contenuti saranno rilasciati su XBox Live Marketplace in futuro. Le tipologie di gioco multiplayer sono sei, tra cui team battles, capture the flag, headquarters. Ogni giocatore può specializzarsi in una precisa classe piuttosto che in un'altra, con evidenti risvolti sul piano del gameplay: un medico, ad esempio, avrà precisi compiti, ben diversi da quelli di un soldato semplice. Sulla mappa, inoltre, saranno presenti diversi veicoli, ognuno dei quali risulta guidabile, dando l'opportunità alla squadra di inserire questa possibilità nelle proprie tattiche di attacco. D'altronde, abbiamo scelto di inserire Call of Duty 3 in questa top 10 per via della versione XBox 360 del gioco, mentre non merita questo tipo di considerazione la controparte Wii. A fronte dell'impiego del Wii remote notiamo che le meccaniche di gioco mal si adattano ad un controller con queste caratteristiche. Inoltre, Call of Duty 3 su Wii non è sufficientemente ottimizzato, il che comporta qualche fatica di troppo a livello di frame rate e determina l'imprecisione dei comandi (il Wii remote richiede che il gioco giri a 30 fps costanti per funzionare adeguatamente). Insomma, questa versione fa subito pensare che Call of Duty 3 è stato pensato appositamente per XBox 360 e non per Wii. Pagina 3 - 9a posizione DEAD RISING
Produttore: Capcom Sviluppatore: Interno Distributore: Halifax Piattaforme: XBox 360 Rilascio: settembre Dead Rising aveva già fatto parlare di sé prima della sua pubblicazione. Il contenuto splatter non indifferente e le modalità attraverso le quali si fanno fuori i nemici di turno avevano già scatenato i soliti bempensanti. In realtà, si tratta di un eccellente debutto per Capcom su XBox 360, con un titolo immediato, fresco e notevolmente divertente. Il protagonista di Dead Rising è il fotografo Frank West, intrappolato dentro un enorme centro commerciale infestato dagli zombie per 72 ore. Durante questo intervallo di tempo, Frank potrà uccidere più zombie possibile o fotografarli nelle situazioni e nelle pose più strane. Un importante livello di demenzialità è certamente presente in Dead Rising, titolo che quindi punta molto anche sul fattore simpatia. La vera anima di Dead Rising va però inquadrata tra le modalità messe a disposizione del giocatore per far fuori gli zombie. Si potrà utilizzare qualsiasi elemento costituisca lo scenario di gioco: si va da piante a chitarre, da banchi a mazze da baseball. A queste armi non convenzionali si aggiungono le armi vere e proprie: al nostro Frak West, infatti, non mancano shotgun, asce, falci e altri ammennicoli del genere. Insomma, il tutto risulta abbastanza spettacolare per via dell'enorme numero di poligoni impiegato per ogni scena, necessario per riprodurre dettagliatamente gli zombie presenti, e per l'elevato grado di libertà che dà al giocatore la possibilità di esprimere il proprio lato crudele in un ipermercato fatto apposta per lui. Durante il nostro peregrinare potremo, inoltre, incontrare altri personaggi che ci chiederanno aiuto. Potremo prestarci per cavarli fuori dai guai, ottenendo come ricompensa punti esperienza che si tradurranno in un numero più alto di slot per contenere le armi o nuove capacità da impiegare nel combattimento corpo a corpo. Insomma, Dead Rising si rivela un titolo valido anche per i contenuti next-gen. Non è dotato di un motore grafico evolutissimo, ma il fatto di gestire un numero di poligoni così elevato e la struttura comunque open-ended sono elementi importanti in questo senso. Sicuramente, si è trattato di uno dei primi titoli in assoluto ad utilizzare in maniera proficua buona parte delle risorse messe a disposizione da XBox 360. Unico inconveniente? Una longevità terribilmente bassa, purtroppo non corroborata da una doverosa, ma assente, modalità multiplayer. Pagina 4 - 8a posizione NEVERWINTER NIGHTS 2
Produttore: Atari Sviluppatore: Obsidian Entertainment Distributore: Atari Piattaforme: PC Rilascio: novembre Neverwinter Nights conferma il proprio indiscutibile primato in fatto di giochi di ruolo con struttura rigorosa. L'utilizzo delle regole di Dungeons & Dragons 3.5 è ben evidente in un prodotto completo in ogni reparto, capace di immergere nuovamente i fan del genere in un'atmosfera fantasy senza eguali. Il passaggio di consegne tra BioWare a Obsidian, dunque, non si è fatto sentire, visto che il gioco punta proprio sugli aspetti che hanno reso il predecessore il capolavoro cristallino che conosciamo. L'introduzione del party, delle nuove classi di prestigio, l'applicazione delle regole dell'edizione 3.5 di Dungeons & Dragons, il nuovo potentissimo toolset, le nuove razze e tanto altro ancora sono degli elementi che potenziano nella maniera corretta un gameplay già ampiamente collaudato. Non dimentichiamo il supporto al gioco in multiplayer, come sempre vera anima della serie. Neverwinter Nights 2 è quindi facilmente espandibile tramite i moduli realizzati dagli stessi utenti con il già citato toolset e, conseguentemente, giocabile online insieme ad uno o più amici. Dividersi i compiti, realizzare precise strategie di attacco in relazione al tipo di nemico, risolvere gli enigmi co-operando con altri giocatori sono gli elementi principali che rendono da sempre affascinante questa modalità di gioco. Per il resto è sempre il solito Neverwinter Nights: gioco di ruolo da una parte estremamente rigoroso, dall'altra facilmente accessibile anche per coloro che non sono decisamente esperti con gli RPG. Purtroppo vanno tuttavia sottolineati dei limiti, che non consentono a questo seguito di eguagliare il livello qualitativo del predecessore. Neverwinter Nights 2, infatti, risulta pesantemente afflitto da bug, per i quali molti fan della saga si sono lamentati in passato e continuano a lamentarsi visto che le patch rilasciate periodicamente da Obsidian non riescono a snellirne il numero. D'altronde, Neverwinter Nights 2 non è riuscito a recepire i cambiamenti apportati al genere negli ultimi anni, in particolar modo da giochi come Oblivion e Gothic 3. Il risultato è che i livelli di gioco sono terribilmente piccoli e angusti e che non vi è una vera e propria struttura open-ended. I caricamenti, fin troppo frequenti, spezzano inoltre un ritmo di gioco che fatica a decollare, soprattutto nelle prime fasi. D'altra parte, come abbiamo più volte ripetuto, il nuovo Neverwinter Nights è studiato appositamente per i fan del genere e per i fan del predecessore, per i quali risulterà senz'altro un'esperienza di gioco assolutamente accattivante. Pagina 5 - 7a posizione SPLINTER CELL: DOUBLE AGENT
Produttore: Ubisoft Sviluppatore: Ubisoft Shanghai Distributore: Ubisoft Piattaforme: XBox 360, PC, Wii Meglio su: XBox 360 Rilascio: ottobre Splinter Cell e Sam Fisher non si fermano più. Ubisoft ha infatti rilasciato nello scorso ottobre il quarto episodio della serie, puntando in maniera decisa su una struttura di gioco ormai abbondantemente collaudata, così come su basi solide si basano una storia sostanzialmente cinematografica e un'ambientazione cupa e angosciante, ormai tipica della serie. Insomma, di sconvolgimenti al gameplay non se ne vedono neanche con il cannocchiale, ma Splinter Cell riesce sempre a catturare le attenzioni dei giocatori. La vera novità della modalità single player è costituita dal fatto che adesso Fisher è infiltrato presso una banda di terroristi. E', dunque, chiamato a svolgere contemporaneamente i compiti di questi ultimi e quelli dell'NSA, i cui ordini arrivano come al solito dall'immarcescibile Lambert. Questa caratteristica dà uno spessore aggiuntivo al gioco, obbligando il giocatore a prendere decisioni in pochissimi frangenti e scegliendo se dare priorità all'esigenze dell'agenzia piuttosto che a quelle del gruppo terroristico. Per il resto, si è puntato ancora una volta sulla stessa struttura di gioco che ha reso celebre Splinter Cell. Non fare rumore, seguire alle spalle i nemici, sfruttare le zone di ombra sono le operazioni che il giocatore compie più di sovente. La tensione in questi momenti è sempre molto elevata, rendendo anche Double Agent, esattamente come i predecessori, un prodotto valido perché terribilmente intenso. Se il single player è praticamente immutato rispetto ai predecessori, la modalità multiplayer risulta più curata in questo quarto episodio. La modalità che prevede il confronto tra le spie, le quali si muovono esattamente come Sam Fisher, e i mercenari, gestibili tramite una prospettiva in prima persona, si conferma estremamente godibile. Questa componente del gioco risulta molto più frenetica rispetto a quanto eravamo abituati a vedere nel passato, inoltre può essere giocata anche contro bot (l'intelligenza artificiale riesce a gestire i mercenari, non riesce a fare altrettanto con le spie). Double Agent si conferma su ottimi livelli anche graficamente. Viene utilizzato il motore grafico Unreal Engine 2.5, ma i miglioramenti rispetto a Chaos Theory da questo punto di vista sono ben evidenti. Tuttavia, benché su XBox 360 il nuovo Splinter Cell sia fluido, scevro di bug e godibile in ogni dettaglio, su PC purtroppo presenta un frame rate incostante e qualche bug in più: è per questo che indichiamo nella versione XBox 360 la migliore esperienza con il nuovo gioco di Ubisoft Shanghai. Nel caso di Nintendo Wii, invece, va ripetuto lo stesso discorso fatto per Call of Duty 3, concernente in sostanza un'eccessiva semplificazione delle meccaniche di gioco. Pagina 6 - 6a posizione GHOST RECON ADVANCED WARFIGHTER
Produttore: Ubisoft Sviluppatore: Red Storm Studios/Ubisoft Paris/GRIN Distributore: Ubisoft Piattaforme: XBox 360, PC Meglio su: XBox 360 Rilascio: marzo Uscito nella prima parte dell'anno, il terzo episodio di Ghost Recon ha subito saputo ritagliarsi una consistente fetta di recensioni positive, occupando la posizione di miglior gioco in assoluto nei primi mesi del ciclo vitale di XBox 360. Lo sparatutto tattico, rispetto al passato, è adesso rivisto in chiave più aggressiva. E' ambientato in enormi scenari, il che ha richiesto la riproduzione di uno spazio paragonabile a quello di un'intera città. Il produttore transalpino punta molto sull'atmosfera alla Tom Clancy, visto che la trama di gioco presenta un ipotetico conflitto al confine tra Messico e Stati Uniti, dovuto all'insorgere di forze ribelli nella prima delle nazioni citate. I fantasmi della squadra comandata da Scott Mitchell sono chiamati in causa per risolvere nel modo più indolore possibile la situazione ed evitare un conflitto su più larga scala. GRAW è uno sparatutto tattico a tutti gli effetti, ambientato in enormi spazi aperti, quasi sempre all'interno di città messicane. Schierare bene i propri uomini risulta, quindi, fondamentale; così come lo è aggirare i nemici e non prestare mai loro il fianco della squadra. La versione XBox 360 riesce a gestire tutto questo con grande disinvoltura, mantenendosi sempre immediata, divertente e frenetica; mentre su PC il gioco appare terribilmente statico, presentando troppi momenti morti. Questa versione del gioco, sviluppata da GRIN, inoltre manifesta un livello di intelligenza artificiale non sufficiente. L'interfaccia è uno degli elementi più delicati in un gioco complesso come GRAW. I ragazzi di Ubisoft Paris si sono affidati al CrossCom, un sistema agile che ci consente di pianificare con precisione i nostri ordini. Una volta all'interno del conflitto, inoltre, GRAW si rivela estremamente realistico, con combattimenti che coinvolgono interi quartieri e con una fisica che contribuisce attivamente alla spettacolarizzazione di certi momenti della battaglia. GRAW si rivela valido anche in multiplayer, modalità in cui abbiamo la possibilità di interfacciarci direttamente con gli altri elementi del team. Un comandante organizza la squadra assegnando gli ordini agli altri membri, mentre questi ultimi sono chiamati ad eseguirli nella maniera più lucida possibile. Pagina 7 - 5a posizione RAINBOW SIX VEGAS
Produttore: Ubisoft Sviluppatore: Ubisoft Montreal Distributore: Ubisoft Piattaforme: XBox 360, PC Meglio su: PC Rilascio: novembre Insieme al gioco che abbiamo inserito in quarta posizione, Rainbow Six Vegas è la vera rivelazione del 2006. Rivelazione perché la saga aveva subìto una fastidiosa perdita di qualità con il precedente episodio, Lockdown. Adesso, Ubisoft Montreal rivoluziona quasi interamente l'aspetto tecnico del prodotto e in buona parte anche il gameplay. Finalmente si trova il giusto compromesso tra immediatezza e strategia, il che rende il quinto episodio della serie fruibile da tutte le fasce di pubblico. In Rainbow Six Vegas gestiamo una squadra di tre agenti specializzati con i classici obiettivi degli sparatutto tattici: liberare un ostaggio, raggiungere un determinato oggetto, rubare informazioni. Potremo impartire facilmente gli ordini agli altri due membri, in una struttura di gioco che privilegia soprattutto la ricerca delle postazioni giuste per ripararsi dal fuoco nemico. Da questo punto di vista, Rainbow Six Vegas assomiglia moltissimo a Gears of War, visto che nella maggior parte dei casi ci troveremo a sparare all'impazzata mentre siamo dietro un oggetto che ci copre parzialmente dai colpi dei nemici. In un gioco con siffatte caratteristiche è fondamentale l'intelligenza artificiale. A nostro modo di vedere le cose, questo aspetto è stato curato con grande attenzione, rendendo Rainbow Six Vegas il miglior prodotto dell'anno in relazione all'intelligenza artificiale. I membri che fanno parte del nostro team acquisiscono con disinvoltura i nostri comandi e, anche se questi ultimi sono leggermente imprecisi, riescono quasi sempre a intuire le nostre intenzioni e ad eseguirle nella maniera corretta. Questo rende Rainbow Six Vegas sì divertente per la frenesia dei combattimenti e per la precisione delle armi, ma anche godibile dal punto di vista strategico. Stesso discorso vale anche per i nemici, i quali non vanno mai allo scoperto senza organizzarsi tra di loro. Vegas resta il classico Rainbow Six per ciò che concerne le armi e la precisione richiesta nel far fuori le minacce presenti nelle mappe. Ogni arma ha un suo preciso comportamento, tanto che il giocatore individuerà ben presto la propria preferita in base al suo stile di gioco. Alle armi bisogna aggiungere granate, fumogeni, microcamere, insomma tutto l'armamentario dell'agente segreto. Vegas ha un approccio ben più arcade rispetto ai predecessori, per cui non ci sono più briefing: potremo sostituire la nostra arma o ricaricarla grazie a dei contenitori sparsi nelle mappe. Come se non bastasse, Rainbow Six Vegas utilizza l'Unreal Engine 3.0, il che lo rende uno dei prodotti graficamente migliori sul commercio, al primo posto in assoluto limitatamente ai giochi PC. Vegas non sfrutta il motore al 100 % come fa Gears of War, ma si nota che è gestito da una tecnologia di nuova generazione soprattutto per il sorprendente numero di poligoni presenti su schermo. Eccezionali anche le animazioni. Un accenno al multiplayer non può mancare, soprattutto per l'emozionante modalità co-op. Inoltre, benché la versione PC soffra di un frame rate incostante e di qualche bug, la consideriamo leggermente superiore alla controparte XBox 360 per via del maggior coinvolgimento che in un gioco del genere danno mouse e tastiera. Unici difetti di Rainbow Six Vegas? Un sistema di controllo inizialmente un po' ostico e l'impossibilità di impartire ordini differenziati ai due membri del team. Pagina 8 - 4a posizione COMPANY OF HEROES
Produttore: THQ Sviluppatore: Relic Entertainment Distributore: Halifax Piattaforme: PC Rilascio: settembre Relic Entertainment torna sull'Olimpo degli strategici in tempo reale che aveva lasciato dopo il secondo Homeworld. Company of Heroes è certamente il miglior strategico dell'anno, nonché uno dei migliori prodotti di sempre tra quelli appartenenti a questa categoria. La software house degli Homeworld rischia moltissimo a riproporre per l'ennesima volta l'ambientazione della seconda guerra mondiale, ma azzecca tutti i colpi, producendo un titolo apprezzatissimo dalla critica, un po' meno dal pubblico. Company of Heroes si concentra primariamente sulla fanteria. Il giocatore deve lesinare accuratamente le forze in campo: anche un singolo uomo o un semplice mezzo possono essere determinanti per la vittoria. Fondamentali risultano, pertanto, le coperture e la disposizione di truppe e mezzi. Tutte le unità di ogni battaglione vanno gestite contemporaneamente: una volta selezionatele il cursore assume il colore verde se i soldati sono ben coperti, giallo se lo sono di meno, rosso se sono esposti al fuoco nemico. Le battaglie assumono, tuttavia, ancora più fascino quando entrano in campo i mezzi. Ognuno di essi ha un valore importantissimo e, pertanto, va difeso molto accuratamente. D'altra parte, distruggere un carro avversario non è compito semplice per nessuno, in quanto occorre stabilire sempre la giusta strategia per averne la meglio. Ogni unità di Company of Heroes ha accentuati pregi e difetti, solamente agendo su questi sarà possibile indirizzare l'esito della battaglia dalla nostra parte. Il concept principale del gioco riguarda la conquista e il controllo di precisi appezzamenti di terreno. Ognuno di essi rifornisce di risorse l'esercito che li possiede. Ogni appezzamento concede un determinato tipo di risorsa: manodopera, carburante, munizioni. Per realizzare nuove unità o per utilizzare un'arma speciale occorre un tipo di risorsa piuttosto che un'altra. Il controllare le porzioni della mappa che servono rende Company of Heroes sempre frenetico, scatenando in qualche frangente una sorta di caccia fra gatto e topo. Company of Heroes, inoltre, è estremamente spettacolare grazie al motore grafico Essence Engine e sopratutto per l'impiego del motore fisico Havok Engine. La distruzione sul campo di battaglia è la vera protagonista: ben presto, infatti, le mappe di gioco si riducono in un vero e proprio colabrodo. La potenza dei colpi è ben evidente per gli effetti catastrofici che generano su edifici, mezzi avversari, elementi naturali. Un sistema tecnico, insomma, che ben rende l'idea della devastazione generata da un conflitto atroce come quello della seconda guerra mondiale. Pagina 9 - 3a posizione THE ELDER SCROLLS IV: OBLIVION
Produttore: 2K Games Sviluppatore: Bethesda Softworks Distributore: Take 2 Piattaforme: XBox 360, PC Meglio su: XBox 360 Rilascio: marzo Saliamo sul podio della nostra classifica con quello che per molti mesi è stato il protagonista indiscusso nel campo videoludico. Protagonista per via di un motore grafico certamente di nuova generazione e di una struttura open-ended che non ha precedenti e che, a distanza di diversi mesi dalla pubblicazione, sostanzialmente non ha eguali. Oblivion è stato il baluardo incontrastato su XBox 360 per molto tempo, rappresentando contemporaneamente un punto di riferimento tecnologico anche in ambito PC. Tamriel adesso è notevolmente più brillante e dettagliata rispetto a qualsiasi dei precedenti episodi della serie Elder Scrolls, e questo grazie a tecniche di illuminazione avanzate. Normal e specular mapping, così come il supporto di diffuse mapping, rendono inoltre il tutto più colorato e luminoso. Parallax e bump mapping, invece, influiscono sul livello di dettaglio di ogni poligono in modo da rendere il tutto più realistico. Oblivion è, tuttavia, sorprendente anche in ragione della fisica, dell'intelligenza artificiale, dell'interfaccia, dei combattimenti, della generazione in tempo reale delle mappe (limitatamente al regno degli inferi). Avremo, ad esempio, la possibilità di risolvere gli enigmi sfruttando il motore fisico o di dialogare con i personaggi non giocanti agendo sulle loro debolezze psicologiche. I combattimenti saranno più immediati rispetto al passato, grazie ad un sistema che richiede contemporaneamente abilità pratica e la classica accortezza da gioco di ruolo. Siamo dunque vicini alla perfezione? Purtroppo no, perché anche Oblivion ha qualche difetto. Il gioco purtroppo presenta un numero di bug un po' troppo alto, a cui Bethesda non è stata in grado di sopperire prontamente con una patch risolutrice. Inoltre, Oblivion ha requisiti hardware esosi, il che porta a preferire la versione Xbox 360 su quella PC. Il sistema che gestisce l'esperienza del personaggio, inoltre, è leggermente contorto, in quanto tutti gli esseri presenti su Tamriel acquisiscono esperienza nel momento in cui lo fa il personaggio, proprio per bilanciare i complessi equilibri di gioco del mondo open-ended. Insomma, questa struttura potrebbe essere non gradita dai fan dei giochi di ruolo classici. Oblivion è un precursore anche per l'eccezionale costanza di aggiornamento dei contenuti che Bethesda sta cercando di applicare attraverso il rilascio di piccole espansioni aggiuntive, anche su XBox 360. Tamriel così è un mondo in continua crescita che garantisce sempre un livello di longevità realmente elevato. Il giusto compromesso tra azione e meccanismi da gioco di ruolo, la struttura open-ended, l'importante traguardo tecnologico raggiunto, la libertà d'azione messa a disposizione del giocatore, insomma, costituiscono dei pregi importanti che sopperiscono con grande disinvoltura ai difetti appena menzionati, rendendo Oblivion assolutamente meritevole di rientrare in classifiche come questa. Pagina 10 - 2a posizione THE LEGEND OF ZELDA: TWILIGHT PRINCESS
Produttore: Nintendo Sviluppatore: Interno Distributore: Nintendo Piattaforme: Wii Rilascio: dicembre Nintendo Wii debutta sul mercato e, come era nelle previsioni, la prima vera killer application è Twilight Princess, il nuovo episodio dell'intramontabile leggenda della principessa Zelda, stavolta principessa del crepuscolo. Il nuovo episodio della serie non è stato appositamente costruito per il rivoluzionario sistema di interfacciamento di Nintendo Wii, per cui va acquistato nell'ottica del grande prodotto in sé stesso piuttosto che pensando di sfruttare il Wii remote. D'altra parte, proprio quest'ultimo dà al gioco un nuovo livello di profondità. Con l'unità nunchuk, infatti, spostiamo Link e con il Wii remote puntiamo gli oggetti e i personaggi su schermo, proprio come se fosse un mouse. Il Wii remote, grazie all'accelerometro di cui è dotato, inoltre, consente di sferzare i colpi con la spada, mentre tramite il nunchuk possiamo gestire lo scudo. I combattimenti in Twilight Princess, pertanto, si rivelano estremamente divertenti e ben differenti rispetto a quanto eravamo abituati a vedere con i predecessori. Il sistema di interfacciamento di Nintendo Wii viene impiegato anche in altri modi, in quelli che potremmo considerare come dei sottogiochi rispetto all'avventura principale. E' possibile, ad esempio, eseguire delle sessioni di pesca: in questi frangenti il Wii remote va utilizzato come se fosse la lenza e il nunchuk come se fosse il mulinello. Inoltre, dovremo combinare in maniera originale i due controller anche per utilizzare la fionda, l'arco o il boomerang. L'inserimento dei sotto-giochi testimonia come in realtà Twilight Princess sia stato adattato, più o meno forzatamente, al controller di Nintendo Wii. Link, inoltre, si trasformerà in lupo, all'interno di sequenze di gioco piuttosto ampie. In questi frangenti il sistema di controllo risulta completamente rivoluzionato, in quanto in luogo dell'utilizzo di spada e scudo saremo, piuttosto, chiamati a mordere, assaltare gli avversari, scavare, usare l'istinto animalesco. Le sequenze in cui saremo costretti ad agire come lupi testimoniano un cambiamento abbastanza importante dell'atmosfera di gioco, la quale si sposta da un fantasy assai tradizionale, quello dei passati episodi, ad un fantasy più dark, impregnato anche da elementi fantascientifici. Twilight Princess non è un prodotto che si basa principalmente sulla dinamicità o su una struttura open-ended come nel caso, tanto per fare un esempio, di Oblivion. E' un gioco perfetto perché realizzato con un'attenzione minuziosa per ogni particolare, in cui ogni dettaglio è pensato appositamente in quel preciso modo, per cui non vi è spazio per elementi dinamici che possano cambiare in maniera sostanziale le cose, come possono essere fisica, intelligenza artificiale evoluta, distruzione degli elementi che circondano il giocatore. Il nuovo Zelda, tuttavia, è un grande capolavoro soprattutto per elementi più classici come il design di personaggi e ambientazioni, la profondità della storia e il modo in cui è raccontata, la longevità di un prodotto praticamente infinito, l'emozione che certi passaggi riescono a infondere al giocatore. Insomma, un prodotto in superficie forse infantile in certi aspetti, ma assolutamente adulto sul piano dei sentimenti. Pagina 11 - 1a posizione GEARS OF WAR
Produttore: Microsoft Game Studios Sviluppatore: Epic Games Distributore: Microsoft Piattaforme: Xbox 360 Rilascio: novembre Il re incontrastabile del 2006 videoludico è Gears of War. Lo è perché si è rivelato un gioco divertente come promesso, velatamente innovativo in alcuni aspetti, straordinario visivamente grazie ad un Unreal Engine 3.0 che debutta in maniera assolutamente sfarzosa. Epic Games si occupa direttamente del suo pargolo, curando non solo l'aspetto visivo (come ha fatto con i vari Unreal) ma sviluppando in prima persona il gioco vero e proprio. Nei panni di Marcus Fenix, pertanto, il giocatore è chiamato a gestire una squadra composta da quattro uomini mandati su Sera per frenare l'apparentemente inarrestabile forza distruttiva delle Locuste. Sera è ormai ridotto in un cumulo di macerie per via di una guerra senza quartiere, caratterizzata da una violenza inaudita. I paesaggi di Gears of War sono, pertanto, fatiscenti perché profondamente segnati dalla guerra. L'anima del gameplay riguarda la ricerca delle giuste protezioni per ripararsi dal fuoco nemico. Gears of War si rivela assolutamente rigoroso in questo, per via del fatto che è necessario un piccolo errore di posizionamento per esporsi troppo e finire alla mercé delle Locuste. Non manca un certo livello di gore, visto che Fenix può addirittura infierire sui corpi degli avversari, squarciandoli per mezzo della motosega di cui è dotata la sua arma. Gears of War resta un prodotto incentrato sulla tattica. Tramite Fenix gestiamo una squadra di quattro soldati ai quali possiamo impartire sostanzialmente quattro tipi di ordini: cessare il fuoco, sparare su uno specifico bersaglio, muoversi in un determinato luogo, raggrupparsi. La semplicità di questi ordini ci pone subito dinnanzi alla realtà di un titolo che prima di tutto vuole essere estremamente semplice e immediato, e costruire su questo una certamente poco rigida struttura da gioco di tattica. Non dimentichiamo di citare lo straordinario motore grafico, capace di gestire un numero di poligoni elevato come non mai e di rendere l'immagine spettacolare grazie ad effetti speciali di ogni tipo, all'uso delle tecniche di rendering più avanzate (benché il motore supporti solamente le DirectX 9.0), ad animazioni dettagliate. Se dobbiamo ricercare il classico pelo nell'uovo potremmo dire che in un contesto grafico così avanzato ci saremmo aspettati l'impiego di antialias e del filtro anisotropico: purtroppo la loro assenza è alquanto evidente per l'occhio più attento. Ci ha leggermente deluso anche l'intelligenza artificiale, abbastanza imbarazzante se si considerano le mirabilie raggiunte da Epic Games in questo campo con i vari Unreal Tournament. Tuttavia, non possiamo tralasciare un comparto multiplayer che è destinato a richiamare giocatori hardcore e non: Gears of War, di fatto, è già il titolo XBox 360 più giocato su XBox Live, scalzando un certo Halo 2. Ottima anche la modalità co-op su singola XBox 360. Insomma, un primo posto che premia contemporaneamente il miglior gioco dell'anno e la piattaforma che ha saputo meglio dimostrare le sue potenzialità nel corso del 2006. |
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