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Pagina 1 - Introduzione Era il 1995 quando Prey fu annunciato ufficialmente. Si trattava di un progetto estremamente promettente, che avrebbe dovuto anticipare sui tempi Quake e sancire finalmente il sorpasso di 3D Realms su id Software, peraltro già paventato dallo straordinario successo riscosso da Duke Nukem 3D. Ma la storia videoludica, lo sappiamo, ha sempre il senso dell'umorismo, tanto che le cose andranno in senso diametralmente opposto.
Che il progetto Prey fosse legato a quello Duke Nukem Forever è evidente per diversi aspetti, primo dei quali il fatto che entrambi i giochi hanno avuto degli iter di sviluppo realmente dilatatissimi. In realtà, i progetti legati a Prey e Duke Nukem Forever sono stati definitivamente cancellati negli anni novanta, mentre quelli che vediamo oggi, e che nel caso di Prey è finalmente giunto in dirittura d'arrivo, sono da considerarsi dei videogiochi completamente differenti. I lavori sul "nuovo Prey" hanno avuto inizio nel 2003 e sono stati affidati a Human Head Studios. Si tratta di una software house relativamente giovane che aveva riscosso un importante successo con l'action/adventure in terza persona Rune, anch'esso ad ambientazione mitologica e incentrato sul combattimento corpo a corpo. Rune fu rilasciato nell'ottobre del 2000, mentre la produzione era affidata a Gathering of Developers. Si riparte, inoltre, con un'importante tecnologia da spremere fino al midollo, in modo da renderla attuale anche a due anni dalla sua prima apparizione. Il motore di DooM 3, quindi, garantisce quel livello di dettaglio poligonale negli ambienti chiusi che poche altre tecnologie grafiche, tutt'oggi, riescono ad eguagliare. Ovviamente, Human Head Studios ha dovuto mettere le mani sul motore grafico e sugli aspetti legati alla fisica, perché Prey, dal punto di vista del gameplay, si configura, come vedremo, in maniera molto più complessa rispetto allo stesso DooM 3. Proprio le innovazioni sono il cavallo di battaglia di Prey, l'arma con la quale i ragazzi di Human Head Studios lottano per staccarsi dagli stereotipi che l'utilizzo di un motore di questo genere può comportare. La prima sensazione che si ha giocando Prey, infatti, è quella di estrema somiglianza con DooM 3, quasi che si stia giocando ad un semplice mod del titolo di id Software. Se le cose non stanno così è merito di quella nutrita serie di innovazioni che Prey indiscutibilmente contiene e delle modalità con cui sono state implementate all'interno del gameplay. La possibilità di interagire sul particolarissimo sistema gravitazionale, di camminare letteralmente sui muri, di poter continuare a lottare anche una volta morti, di utilizzare una forma eterea per risolvere determinati enigmi sono solamente alcune delle innovazioni a cui stiamo facendo riferimento. Le analizzeremo nel dettaglio tra un attimo, per il momento ci preme sottolineare l'egregio lavoro, e non solamente sul piano meramente visivo, che è stato fatto per rendere possibile tutto questo all'interno di un motore grafico che non fa certamente della flessibilità il suo punto di forza. Pagina 2 - La trama Con Prey si punta moltissimo anche sul fattore trama. La trovata, a nostro modo di vedere le cose, più interessante è quella di coniugare l'ambientazione futuristica, con tanto di alieni, agli aspetti mitologici legati alla cultura Cherokee, della quale fa parte il protagonista e il nostro alter ego, ovvero Tommy.
Tommy è un meccanico disilluso dalla vita di campagna, con il pallino di trasferirsi nella grande città. Questo urta contro le umili tradizioni della sua gente, soprattutto con i moniti del nonno e l'ideologia della sua ragazza Jen. D'altra parte Tommy ha un preciso destino, cosa che il nonno sa perfettamente, che lo porterà decisamente lontano rispetto ai propri piani. Le vicende prendono avvio in un invecchiato bar dell'Oklahoma, posto nel quale ormai Tommy passa la maggior parte della sua vita tra una birra e l'altra. Scoppia una rissa nel bar e Tommy stende i due malintenzionati avventori notturni: proprio in questo preciso istante succede qualcosa, una luce squarcia il soffitto, Tommy e gli altri astanti vengono con la forza prelevati. Insomma, il più classico rapimento alieno, visto che Tommy, Jen e il nonno si ritroveranno ben presto in una ultra-tecnologica nave spaziale, ormai protagonisti del piano di conquista della Terra che le forze aliene stanno progettando. Il primo impatto con la nave spaziale è senz'altro sorprendente nella misura in cui ci imbattiamo in enormi macchinari e in esperimenti di ogni tipo su coloro che sono stati rapiti. L'obiettivo di Tommy, ma non è certamente una novità, è quello di salvare i suoi cari e, possibilmente, anche il destino dell'intera razza umana. Nel corso del gioco, Tommy, e il giocatore insieme a lui, prenderà confidenza con ognuno degli elementi presenti sulla nave, in quanto ciascuno è legato alle innovazioni di cui abbiamo già accennato. Ma Prey non contiene solamente questo aspetto futuristico, anzi il tutto appare in netto, ma interessante, contrasto con gli elementi spirituali legati alla tradizione mitologica Cherokee. A quest'ultima fanno riferimento le possibilità di rendersi in forma eterea o di poter continuare a lottare e a credere nella salvezza della Terra e dei propri cari anche dopo la morte. Pagina 3 - La struttura generale Prey punta moltissimo sulle novità assolute che introduce a livello di gameplay, le quali si alternano rapidamente all'interno delle varie mappe, lasciando il giocatore solo in sparuti casi alla mercé di uno sparatutto classico che ricorda da vicino DooM 3. Oltre alla presenza del solito nutrito elenco di armi tecnologiche e non, dunque, avremo a che fare con sparatorie all'ultimo sangue, con enigmi, con la risoluzione di missioni.
I combattimenti ci sono parsi estremamente simili a quelli visti in DooM 3. I nostri avversari non sfoggiano certamente un livello di intelligenza artificiale elevato, tanto che la maggior parte di questi si risolve in scontri frontali in cui vince semplicemente colui che riesce a indirizzare il numero più alto di colpi sul corpo dell'avversario di turno: non c'è la necessità di proteggersi dietro ostacoli né la possibilità di aggirare in qualche modo il nemico. Ovviamente, il tutto è determinato, oltre che dallo scarso livello di intelligenza artificiale, anche dalle ridotte dimensioni degli ambienti e, dunque, dalla mancata opportunità di imbastire strategie diversive. Ovviamente, questo è un punto di vista parziale, perché vanno considerate le diverse innovazioni dal punto di vista delle forze gravitazionali che Prey contiene. Il fatto di cambiare radicalmente prospettiva, infatti, ci costringerà a giocare mentre siamo disposti nelle posizioni più strane rispetto agli avversari di turno, il che ci obbliga a ridimensionare la nostra mira ogni qual volta che ci troviamo in una nuova situazione gravitazionale. Il tutto si rivela estremamente interessante nella misura in cui confonde il giocatore, rendendo l'esperienza di gioco comunque varia da momento a momento. Gli enigmi, d'altra parte, sono congegnati in maniera accurata, costituendo probabilmente l'elemento di migliore realizzazione dell'intera produzione. La loro varietà è decisamente sorprendente, grazie al fatto di sfruttare tutte le innovazioni che i ragazzi di Human Head Studios sono riusciti a creare. L'alternanza tra le sequenze più caotiche e quelle più ragionate rende Prey sempre piacevole da giocare, ricordando in questo la struttura di Half-Life 2 che, proprio della commistione tra questi due tipi di momenti topici, faceva il suo punto di forza. Durante il nostro peregrinare sulla nave aliena, ma anche nel mondo spirituale, saremo accompagnati da una vera e propria guida spirituale, la quale fa parte della cultura Cherokee. Si tratta di un falco che ci guiderà, spostandosi ora in una posizione ora in un'altra, aiutandoci in alcune circostanze a risolvere gli enigmi maggiormente intricati. Questi ci assisterà anche nei combattimenti contro i nemici e per decifrare il linguaggio alieno della nave spaziale vivente. La lista delle armi presenti nella versione definitiva di Prey non è stata ancora interamente svelata. Anche da questo punto di vista, comunque, si punta tutto sul fattore innovazione, nonché su un design di classica impronta aliena. A parte la solita arma dal rate di fuoco veloce per iniziare, sono molto più originali le granate viventi (a forma di granchio) e un ingombrante attrezzo in grado di cambiare tipologia di fuoco da momento a momento. Esso va, infatti, ricaricato tramite apposite strutture disposte lungo la nave: lo si può ricaricare con proiettili di fuoco o con cariche di ghiaccio. Nel primo caso si tramuta in un'arma molto veloce, in grado di infliggere un serio danno alla maggior parte dei nemici, nel secondo, addirittura, diventa in grado di congelare istantaneamente gli avversari di turno. A queste si aggiungono le armi più classiche, come lancia razzi o plasma gun, e l'arco che potremo utilizzare quando siamo nel cosiddetto "spirit mode". Quest'ultimo è in grado di colpire dalla distanza, sfruttando anche il motore fisico del gioco nel momento in cui i proiettili si conficcano nei corpi dei nemici. Ogni qual volta consumiamo uno dei proiettili, dovremo riprenderlo dal cadavere del nemico ucciso. Interessante è anche l'arma che dissemina di acido corrosivo i dintorni, causando la morte immediata di coloro che si imbattono in tale acido. Non manca una versione rivista per l'occorrenza del classico minigun, o "vulcan", dato che siamo, in un modo o nell'altro, nel mondo DooM. Pagina 4 - Le innovazioni La principale novità è quella legata alle forze di gravitazione presenti sulla nave. Sostanzialmente, è possibile agire su di esse con la massima libertà e solamente in relazione a precise porzioni della nave stessa. Ad esempio, sparando su determinati dispositivi, saremo in grado di rendere il muro su cui poggia il dispositivo stesso la base gravitazionale del momento. Su questo i programmatori hanno costruito una serie di enigmi, i quali evidentemente richiedono al giocatore grandi doti di orientamento, oltre che di materia grigia. In altri momenti, tuttavia, la forza di gravità può variare direzione in maniera automatica.
Ci sono altre zone, invece, nelle quali la gravità è orientata in maniera pre-determinata. Si tratta di veri e propri corridoi gravitazionali che sono percorribili dal giocatore e che ne invertono radicalmente la prospettiva. Questi si arrampicano sulle strutture della nave, disegnando folli percorsi che ci costringeranno anche a sparare mentre siamo disposti inversamente rispetto ai nostri bersagli. Il giocatore deve essere, ancora una volta, pronto a capire l'andamento prospettico del momento e agire di conseguenza. Importante è anche l'introduzione dei teletrasporti. In alcune parti delle mappe, infatti, vedremo dinnanzi a noi una stanza che non combacia con il resto dell'ambientazione: evidentemente, in frangenti come questo, ci troviamo dinnanzi ad un teletrasporto. Entrando al suo interno ci ritroveremo, dunque, in una parte differente della nave, magari estremamente distante rispetto alla collocazione nella quale ci trovavamo un attimo prima. Tutto questo può comportare una sorta di disorientamento nel giocatore che, unitamente alle caratteristiche riguardanti le forze gravitazionali, rappresenta una vera e propria fonte di enigmi. A questi elementi legati alla natura tecnologica e futuristica di Prey, si contrappongono quelli che invece fanno riferimento alla tradizione mitologica Cherokee. Principalmente, il nostro Tommy non morirà neanche in seguito ad una sparatoria andata per il verso sbagliato. In queste circostanze, sfruttando gli insegnamenti spirituali del nonno, Tommy riuscirà a proiettarsi in una dimensione parallela (una sorta di limbo) nella quale continuerà a lottare e a sparare. Qui dovrà combattere contro degli spiriti in modo da ripristinare la sua salute e il livello di energia spirituale. Tommy può anche rendersi in forma eterea, entrando così nel cosiddetto "spirit mode". Questa comporterà tutta una serie di vantaggi, visto che Tommy ha così la possibilità di cogliere di soppiatto i nemici e di trafiggerli con il suo arco oppure, cosa ben più importante, di aggirare alcuni ostacoli. Nella forma eterea, infatti, il nostro alter ego potrà attraversare alcuni tipi di pareti e risolvere degli enigmi che prevedono, ad esempio, di aprire la stessa porta che tiene bloccato il nostro corpo. Nel momento in cui decideremo di non aver più bisogno della forma eterea torneremo nel nostro corpo, il quale potrà trovarsi anche diversi metri indietro rispetto al luogo in cui siamo giunti grazie allo "spirit mode". Ovviamente, sebbene privo della sua anima, il corpo potrà essere attaccato: in questi frangenti saremo automaticamente catapultati all'interno di esso in modo da avere l'opportunità di difenderci. L'utilizzo della forma eterea dipende dalla quantità di energia spirituale che abbiamo collezionato, quindi occorre impiegare quest'ultima con discrezione. Pagina 5 - Il multiplayer Il multiplayer, o multiprey come viene amichevolmente definito nello stesso gioco, è stato curato in maniera certosina, quasi allo stesso livello del single player. Ormai anche i prodotti più spiccatamente volti al single player hanno la necessità di concentrarsi anche su questo tipo di supporto, onde evitare di scontentare il pubblico più esigente riguardo questa modalità di gioco. Come detto, Human Head Studios non si è tirata indietro da questo compito, confezionando una modalità multiplayer che sta già ottenendo un importante successo con il rilascio del demo ufficiale di Prey.
Tutte le caratteristiche innovative, così come le armi, le ambientazioni e i modelli poligonali, del gioco single player sono pedissequamente riproposti nel multiplayer. Quello che cambia è il ritmo e la frequenza con la quale tutto ciò si sussegue in questa modalità. Insomma, i giocatori potranno trovarsi ad avere a che fare con un teletrasporto pochi attimi prima di essere costretti a tramutarsi in forma eterea o di salire in un percorso gravitazionale dall'andamento più o meno folle. A questo aggiungete una struttura che assomiglia molto alla tradizione multiplayer id Software, da Quake III Arena ai più recenti DooM III e Quake 4. Certo, si tratta di una tipologia di gioco online ampiamente vista e rivista, senza grossi spazi aperti e senza gli ormai immancabili enormi mezzi di locomozione, ma considerate le innovazioni e le modalità con le quali queste sono inserite nel multiplayer tale prospettiva deve essere quasi completamente ribaltata. Tramite tutto ciò le partite online a Prey diventano estremamente frenetiche e decisamente appaganti. Ciò va detto anche in relazione al possibile impiego di strategie più o meno accurate. Queste richiedono l'utilizzo dello "spirit mode", quindi della possibilità di rendersi nella forma eterea. Esattamente come accade nel single player, la possibilità di utilizzare questa modalità dipende dall'energia spirituale residua, la quale può comunque essere corroborata, in multiplayer, tramite la raccolta di determinati bonus. Se disponiamo della sufficiente quantità di energia, quindi, potremo renderci in forma eterea, lasciare il nostro corpo materiale in una determinata parte della mappa e andare in giro nello "spirit mode". Adesso saremo completamente invincibili ai colpi dei nemici e, in più, avremo la possibilità di trafiggerli con il nostro arco. Il punto debole di questa strategia è che, chiunque si imbatta nel nostro corpo materiale inerme, può trafiggerlo senza grossi problemi. Per cui, dovremo stare attenti nell'utilizzare lo "spirit mode" solamente nei momenti in cui siamo del tutto certi che il nostro corpo non può essere attaccato. Le uniche modalità multiplayer che saranno presenti nella versione definitiva di Prey sono deathmatch e team deathmatch. Inoltre, si potrà giocare fino ad un massimo di otto giocatori contemporaneamente sia per quanto concerne la versione PC del gioco che per quella XBox 360. Pagina 6 - La tecnologia Come detto più volte Prey utilizza la tecnologia di DooM 3, con le relative ripercussioni positive e negative. Nel primo caso inseriamo un dettaglio poligonale, per ciò che riguarda gli interni, senz'altro estremamente sostenuto, con relativa sensazione di "pienezza" di ognuno degli ambienti. D'altra parte, Prey assomiglia tantissimo al gioco di id Software, al punto che, se escludiamo le innovazioni di cui abbiamo parlato, si può addirittura paragonare ad un semplice mod.
La presenza del motore grafico di DooM 3 conferisce una qualità visiva di primo piano a Prey. Vengono, infatti, riconfermate le illuminazioni dinamiche e le stencil shadow del motore di id Software, ovvero i due elementi che contraddistinguono questa tecnologia dalle altre dando quella sensazione di fotorealismo che altri motori grafici, anche se sono trascorsi ormai due anni, non riescono a dare. Non mancano bump mapping e illuminazioni speculari, i quali possono essere abilitati o disabilitati in funzione dell'hardware sul quale Prey gira e delle preferenze dell'utente in relazione ad un maggior numero di frame al secondo o alla maggiore qualità visiva. Ricordiamo, inoltre, che, così come accadeva con DooM 3 e con tutti gli altri giochi basati su questo motore, non si può andare oltre il tetto dei 60 frame per secondo, a meno di agire con determinate procedure di tweaking e sulle impostazioni del VSync. Rispetto a DooM 3, la grafica di Prey risulta comunque superiore grazie al miglioramento di alcuni aspetti. In particolare, segnaliamo un numero maggiore di pixel e vertex shader utilizzati e una conseguente più sostenuta complessità di questi ultimi. Ciò comporta più effetti di distorsione (in relazione, ad esempio, ad un vetro o ad uno specchio) e, addirittura, la presenza di superfici d'acqua dettagliate, cosa, quest'ultima, che era impossibile nell'originale DooM 3. Nella versione PC Prey è realizzato in OpenGL, esattamente come accadeva con DooM 3 e Quake 4. Ciò avrebbe reso facile la conversione del software anche sui sistemi Linux, ma recentemente 3D Realms e Human Head Studios hanno fatto sapere che non ci sarà alcuna edizione Linux di Prey. Il supporto per questo sistema operativo si limiterà, infatti, ai soli server dedicati. Più complessa è la situazione XBox 360, considerati i problemi che la console di Microsoft ha dimostrato di avere con la gestione dei motori grafici OpenGL. Quake 4, uscito in versione XBox 360 nello scorso novembre, presentava un frame rate decisamente insufficiente, cosa che pregiudicava quasi del tutto la giocabilità e comportava un generale scadente livello dell'intera produzione. Per ovviare a questo inconveniente, Human Head Studios ha riscritto il codice in Direct3D. I risultati sembrano soddisfacenti, visto che Prey adesso mantiene un frame rate accettabile anche in 720p con un dettaglio grafico non troppo distante dalla controparte PC. Parliamo anche di fisica, visto che Prey migliora in diversi aspetti il motore fisico con cui abbiamo avuto modo di interagire in DooM 3. Ci sono dei sostanziali miglioramenti nella gestione delle forze gravitazionali: infatti, se adesso uccidiamo un avversario collocato in posizione verticale rispetto a noi, potremo vedere il suo corpo cadere realisticamente sulla superficie in cui ci troviamo. Di momenti come questo Prey è letteralmente cosparso, cosa che rende la fisica ben più presente nei meccanismi di gioco rispetto a quanto accadeva in DooM 3. Dal punto di vista sonoro, il gioco di Human Head Studios continua a mostrare di avere più di qualche legame con DooM 3 soprattutto nella misura in cui molti suoni sembrano, al giocatore di entrambi i prodotti, estremamente familiari. L'audio è, comunque, in Dolby Surround 5.1. Viene supportata anche la tecnologia EAX Advanced HD, la quale può essere sfruttata unicamente tramite l'impiego di dispositivi hardware compatibili con tale tecnologia. Tra questi annoveriamo l'ultima generazione di schede audio Creative, ovvero le X-Fi. Grazie a EAX Advanced HD si ottiene una più sostenuta qualità del suono, con un impatto trascurabile sul frame rate. Pagina 7 - Conclusioni In uno degli anni più avari di titoli videoludici qualitativamente soddisfacenti, ci si aspetta che almeno parte del vuoto sia colmata da giochi come Prey. Le caratteristiche per essere un titolo importante ci sono, considerato l'impiego di una tecnologia grafica ancora oggi all'avanguardia e tutte le novità che i ragazzi di Human Head Studios sono riusciti ad implementare con ottimo esito.
Prey comprende una trama non certo originalissima, con la solita incursione degli alieni sulla Terra e conseguente rapimento, ma è da questo punto di vista interessante quando miscela elementi super-tecnologici e futuristici a quelli della classica mitologia Cherokee che si basa sul culto dello spirito e sull'impiego di forze magiche. La struttura di gioco alterna, d'altra parte, momenti da classico sparatutto 3D alle grandi innovazioni che abbiamo diffusamente descritto in precedenza. E' quasi ridondante dire che Prey delude nei momenti in cui è un normale sparatutto 3D, ma che appaga notevolmente quando alterna enigmi originali sfruttando ora la possibilità di camminare sui percorsi gravitazionali ora i teletrasporti ora lo "spirit mode". D'altra parte non possiamo sorvolare sulle eccessive somiglianze con DooM 3, su un livello di intelligenza artificiale scadente che rende tutti gli scontri a fuoco sostanzialmente uguali, sull'eccessiva ripetitività degli ambienti (sebbene minore rispetto a quanto visto nello stesso DooM 3) o sull'assoluta mancanza di spazi aperti degni di questo nome. Torniamo, d'altra parte, su livelli senz'altro soddisfacenti se parliamo di multiplayer, modalità sulla quale probabilmente Human Head Studios e 3D Realms non hanno inizialmente puntato molto, ma che si rivela estremamente divertente perché frenetica e perché ci fa toccare con mano tutte le innovazioni apportate con Prey in brevissimi lassi di tempo. D'altra parte, anche la scelta del design e delle caratteristiche delle armi ci è parsa positiva, così come anche i vari modelli poligonali, ma questa non è una novità quando c'è di mezzo il motore di DooM 3, sono ben realizzati e sufficientemente dettagliati. Insomma, tra alti e bassi Prey si conferma un titolo certamente valido, che farà felice la maggior parte degli appassionati di sparatutto 3D frenetici. Certamente, il prodotto dimostra di avere dei limiti, ma questi sembrano essere più legati alla tecnologia che utilizza, sicuramente non il massimo della versatilità, che alle effettive responsabilità dei programmatori. Chiudiamo ricordando che Prey sarà nei negozi italiani a partire dall'ormai vicino 14 luglio. |
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