NBA 2K12: gli stupefacenti miglioramenti di una serie eccelsa

NBA 2K12: gli stupefacenti miglioramenti di una serie eccelsa (PC, XBox 360, PS3)

di Stefano Carnevali , pubblicato il

“Il prodotto di Visual Concepts non smette di stupire, specialmente in una stagione così difficile per gli appassionati di basket Usa. Si parte dalla già ottima base del capitolo precedente, ma quale sarà il punto di arrivo?”

Migliorare l'eccellenza: la presentazione

L’entusiasmo del sottoscritto per l’Nba, negli ultimi mesi, è clamorosamente calato. La lunghissima e tediosa disputa tra presidenti delle società e giocatori – che ha fatto slittare l’inizio del campionato addirittura a Natale -, unita alle terribili vicissitudini che continuano ad abbattersi sui Portland Trail Blazers (dopo la sfortuna di Greg Oden - prima scelta quasi mai disponibile, per i continui infortuni - a ridosso dell’inizio del campionato, è arrivata la notizia del ritiro di Brandon Roy – il giocatore più importante della franchigia – che a soli 27 anni ha dovuto interrompere la propria carriera, a causa di irrisolvibili problemi alle ginocchia) ha fatto sì che anche un capolavoro come Nba 2k12 non rimanesse nella console per tutto il tempo che avrebbe meritato.

Progressivamente, però, lo spettacolo sul parquet (e il grande inizio di stagione dei Blazers) ha fatto sì che la passione si riaccendesse. E che l’ultima fatica di Visual Concepts ottenesse il minutaggio corretto. E una meritevole recensione.

Nba 2k11 era stato individuato come miglior gioco sportivo dello scorso anno. Partendo da questo presupposto, era lecito aspettarsi solo qualche ‘limatura’ da parte di Visual Concepts. Non le decisissime mosse migliorative che il capitolo 2012 della saga cestistica presenta. L’aspetto maggiormente celebrato dell’ultimo capitolo della simulazione cestistica è stato quello della presentazione: giocare o assistere a una partita di Nba 2k11 poco – anzi pochissimo – differiva dal seguirla in televisione. Musiche, ‘presenza’ di tifosi, cheerleader, operatori di bordocampo, grafiche: tutto perfettamente in tema e magistralmente realizzato. Con l’eccelso accompagnamento della telecronaca, sempre pertinente e ricca.

Ecco, se possibile, il capitolo 2012 della saga migliora ulteriormente l’impatto televisivo dell’esperienza. Il comparto visivo delle arene ha subito limature – esigue ma ben riconoscibili -, ma è il settore delle grafiche e delle sovraimpressioni a essere decisamente migliorato. Così come quello degli intermezzi dedicati a statistiche e preview di gare. Ormai, è davvero il caso di dirlo, non c’è nessuna differenza da quanto viene trasmesso sui principali broadcaster statunitensi. Le grafiche circostanziali (abbinate al reale giorno dell’anno in cui si gioca), le pubblicità dedicate ai successivi incontri (che sono quelli veri, in programma nell’Nba), gli spot ‘in-game’ che ci ricordano la programmazione sportiva del canale: sembra davvero di essere davanti a una partita vera. Il tutto arricchito da discorsi e statistiche, sciorinate dai commentatori (tra cui c’è Steve Kerr, superstar – tra le altre – di Bulls e Blazers), prese direttamente dagli sviluppi della vera Nba.

Citazione a parte per l’atmosfera da palazzetto: coinvolgente e del tutto partecipe, il tifo segue credibilmente l’andamento della gara, eccitandosi quando serve e raffreddandosi se la situazione è davvero deludente. Giocare in casa un quarto quarto, in rimonta, è un’esperienza davvero da brividi!